Nelle scorse settimane ha lanciato Tynker, una startup che ha come obiettivo insegnare ai bambini a programmare attraverso strumenti visuali e un intero set di tool, tutorial e piani di apprendimento pensati esclusivamente per i più piccoli.

C’è poco da fare: per le nuove generazioni la programmazione è press’a poco l’equivalente dell’inglese per quelle dei trenta-quarantenni di oggi. È una cosa fa la differenza.

Cosa significa per un bambino imparare a programmare? Non certo scrivere codice in Ruby o Java, quanto piuttosto imparare le basi e i concetti della programmazione. Come spiegano i fondatori della startup, che ha ricevuto tre milioni di dollari di finanziamento, per un bambino imparare a programmare significa comprendere le logiche computazionali alla base di un linguaggio.

Al tema della programmazione per bambini e argomenti correlati abbiamo dedicato diversi post, fra cui: