Avete notato quelle bolle con cui LinkedIn da qualche tempo cerca di graficizzare le vostre connessioni? E vi siete accorti che Facebook quando accettate una nuova amicizia vi chiede se conoscete quella persona anche fuori dal network? Sono tutti sintomi di un cambiamento che è nell’aria e che per certi versi va incanalandosi nel più ampio tema dei big data, uno dei trend del 2013. L’analisi dei dati collegati alle nostre attività sta invadendo la nostra vita e in diversi casi la sua utilità è evidente fin da subito, come nel caso di Rescue Time, software che permette di essere più produttivi fornendoci un dettagliato rapporto settimanale sull’uso che facciamo del nostro computer.

Durante l’esperienza che ho fatto a InnovAction Lab ho discusso alcuni di questi temi con il team che avevo formato per partecipare al programma. Nel frattempo al MIT di Boston hanno fatto qualcosa di simile: Immersion. Si tratta di un semplice tool che analizza i contatti con cui interagite tramite la vostra Gmail e li renderizza in maniera grafica sotto forma di bolle. Tanto più una bolla è grossa, tante più email avete scambiato con quella persona. Potete analizzare i risultati su base temporale e vedere con quali gruppi avete interagito di più. Nell’individuare i gruppi Immersion è fortissimo: nel mio caso è riuscito a ricostruire l’ambito familiare, quello lavorativo e quello di altre attività.

La cosa più impressionante sono i numeri. Nel 2013 ho già inviato oltre 3.000 email e finirò l’anno intorno alle 6.000. Ne ho ricevute 5.000 e finirò l’anno intorno alle 10.000. Sono certo che il primo che trova una soluzione a questo overload di comunicazione avrà un grosso successo.