Nei prossimi quattro anni il web cambierà lingua. Addio Inglese. Almeno questo sembra suggerire il rapporto T-Index, un indice statistico compilato dall’italiana Translated, azienda leader nella traduzione on line, che combina la popolazione internet e il relativo PIL pro capite individuando così la quota di mercato di ogni paese e ogni lingua su internet. Scopo dell’indice è suggerire i mercati per espandere il proprio business.

Allo stato attuale localizzare un sito per Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania e Regno Unito, i primi cinque paesi dell’attuale classifica, permette di raggiungere il 50% del potere d’acquisto online a livello mondiale. Secondo il T-Index nei prossimi quattro anni però assisteremo al declino dei grandi a favore dei paesi emergenti: Cina, Brasile, Russia e Messico saliranno nella classifica mentre perdono valore Stati Uniti, Giappone, Germania e Regno Unito.

Le previsioni indicano che la Cina potrebbe spodestare gli Stati Uniti dal primo posto nel 2015, con una quota di mercato pari al 18,5% contro il 13,5% del 2012. I dati per il 2012 confermano un trend di cui si parla da un anno. Nel 2016 la Cina dovrebbe inoltre staccare ancora di più gli Stati Uniti (20,1% vs 15,6%).

Nel 2013 il Brasile potrebbe salire al quinto posto davanti a Regno Unito e Francia, con una variazione della quota di mercato stimata del +16,1%, mentre nel 2016 potrebbe passare al quarto posto, lasciandosi alle spalle anche la Germania che perderà il 15,2%. La Russia dovrebbe salire dall’ottavo al sesto posto nel 2014 (+17,2%).

Persino il Messico potrebbe entrare nella top 10 nel 2013 sostituendo l’Italia oggi al decimo post. Per il nostro Paese è previsto infatti un calo del 17,4%. Nel 2016 addirittura dovremmo precipitare al 16° posto, nonostante il miglioramento della penetrazione di Internet nella Penisola.

Solo il Giappone e la Corea del Sud dovrebbero mantenere, rispettivamente, la terza e la nona posizione fino al 2016, nonostante la variazione in negativo della loro quota di mercato rispetto al 2012 (-26,9% per il Giappone e -12,5% per la Corea). La Francia potrebbe mantenere la sesta posizione solo fino al 2014, mentre il Regno Unito perderebbe tre posti già dal 2013 scendendo all’ottavo posto della classifica.

Be’, magari non diremo proprio addio all’inglese, ma a quanto pare nel giro di qualche anno questa non sarà più la lingua più importante.