Che c’entra la questione araba del velo con la tecnologia? Praticamente niente, a meno che non si consideri lo sviluppo dei social network in paesi come l’Egitto.Fino a prima della rivoluzione che ha portato alla cacciata di Mubarak, non si pensava che gli egiziani potessero portare avanti un movimento così rivoluzionario. Invece, grazie anche all’aiuto di internet, molti giovani e cittadini in generale, si sono ritrovati in piazza.

Da lì è partita la consapevolezza che internet e i social network potessero essere degli strumenti ottimi per portare avanti delle battaglie sociali interessanti.

Per questo un gruppo di internaute egiziane ha dato vita ad un gruppo su Facebook, che almeno a livello virtuale, promuove l’uso del velo anche per gli uomini. Una trovata provocatoria che lascia spazio alla contestazione di molti integralisti.

Da più parti è arrivata la critica: questo tipo di rivendicazioni determinerà l’avvento di soluzioni contrarie a quelle auspicate. Di fatto molti uomini hanno aderito all’iniziativa e sembra esserci già un accordo sul modo di portare avanti la rivendicazione.

Il tunisino Abdel Ben Seguir ha sostenuto l’iniziativa e qualche ragazza che ha dimestichezza con Facebook ha ironizzato sul look degli uomini con il velo. Adesso si attende un cambiamento anche sul versante sociale, oltre che su quello virtuale.