Svecchiare il Paese. Questo è uno dei cardini della visione di chi si occupa di fare innovazione, in Italia. Farlo con strumenti che siano allo stesso tempo smart, sostenibili, performanti, condivisi e condivisibili è un trampolino per scelte giuste, efficaci e durature.

Uno dei settori che più vive un grande rinnovamento, votato dall’incontro di una nuova socialità digitale, coadiuvata dall’innovazione tecnologica e la democratizzazione degli strumenti, è il turismo. Turismo oggi non significa solo promozione, ma soprattutto racconto. Il racconto del territorio, uno dei più grandi valori e risorse del nostro Paese, e nostro simbolo di eccellenza ed unicità nel Mondo.

Quando oggi metti insieme le parole racconto, storie, digitale e persone l’associazione di idee è quasi subitanea: social media! Quale strumento comunicativo migliore per far rivivere un territorio se non quello di mettere a sistema, in maniera creativa, le storie che i cittadini hanno dei loro posti? Il loro personale modo di viverli, di occuparli, di valorizzarli, di riempirli e vederli. Niente a che fare con immagini patinate di tramonti e vette innevate, monumenti inquadrati dall’alto e maestosità di piazze vuote.

Questa è la visione del nuovo turismo presentata a Buy tourism Online 2012, immenso punto di incontro di chi l’innovazione nel settore in Italia la fa, bene, in maniera competitiva e anche, a volte, svincolata da appoggi pubblici.

Un marketing turistico raccontato in due giorni soprattutto attraverso storie, come quella di Mikaela Bandini  di Can’t forget Italy (progetto di racconto del territorio italiano con modalità visive innovative) e del suo Digital Diary 2012. L’idea alla base del progetto è di far raccontare un territorio, quello della regione Basilicata, da sette giovani artisti internazionali, con video emozionali e virali. E di far scegliere il video più rappresentativo dagli utenti, dai cittadini online. Il video che vincerà sarà stato quello che entro il 31 gennaio  2013 avrà ricevuto più visualizzazioni.

Ho guardato i sette lavori in finale. La cosa che forse mi ha lasciato più colpita, a parte l’incredibile creatività e bellezza artistica delle tecniche e delle immagini è che il filo conduttore che li lega è forse la capacità di tirare fuori, di comunicare, aspetti inediti del territorio. Una Basilicata urbanizzata e viva nel video della mini Matera di Timmy Henny,  illuminata dalla luce delle persone che ci vivono nel lavoro di Nathan Miller, da vivere nei piccoli dettagli, come fanno i protagonisti della storia raccontata da Mike Corey in South Italy, the Strenght of tradition (quello che ho preferito).

Ovviamente questa particolarità intrinseca, ovvero il racconto dal basso di un territorio con lo sguardo dell’esperienza, viene premiata dalla capacità dei video di essere virali, di comunicare per immagini, e quindi di essere rimpallati nella rete. La capacità quindi di essere voce di sentimenti altrui, condivisi in un sentire comune. Che poi è il concetto che forma e tiene unite le community, tanto online quanto offline.