Cosa c’è dopo Google? Per rispondere a una domanda del genere oggi andremmo direttamente su Google, per l’appunto. Domani faremo lo stesso, con un’unica fondamentale differenza. Anziché cercare una risposta alle nostre domande approfondiremo le risposte che Google ci fornirà prima ancora che le stesse domande ci saranno venute in mente.

Qualcosa del genere avviene già oggi con Google Now, ma nei prossimi anni la faccenda è destinata a cambiare radicalmente. Negli scorsi giorni infatti Google ha assunto Ray Kurzweil, uno dei più acclamati futuristi e ingegneri della nostra epoca. Abbiamo scritto che l’ha fatto per lavorare a nuovi progetti, ma lui stesso ha chiarito in una chiacchierata con Gregory Ferenstein di TechCrunch che il suo ruolo di Director of engineering si svolgerà a contatto con il cuore di Google: la ricerca on line.

Kurzweil si occuperà di ricerca semantica, ma non solo. Prima di entrare in Google il ricercatore stava pianificando di lanciare una startup per costruire un computer dotato di intelligente artificiale. Esattamente quello che sogniamo da anni, una specie di robot in grado di rispondere alle nostre domande utilizzando il cervello. A quanto pare, appena Larry ha saputo di questa cosa ha messo a disposizione del futurista abbastanza fondi per convincerlo a sviluppare il proprio progetto all’interno di Google.

La scelta di Kurzweil non credo sia legata solo ai soldi. Negli scorsi giorni Fortune ha pubblicato un interessante profilo del CEO di Google dall’esplicito titolo: il futuro secondo Larry Page. Visionario e affascinante. Google oggi è l’unico a poter offrire una mole di dati più o meno smisurata a chi volesse mettere in atto un progetto di ricerca come quello studiato da Kurzweil il cui cuore è capire perché cerchiamo una cosa e non solo fornirci risposte alle domande che ancora non abbiamo fatto, ma addirittura rispondere a bisogni che ancora non sappiamo di avere. Che poi nel caso di Google significa rispondere a domande che ancora non abbiamo pensato.

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