AstraZeneca è un’azienda farmaceutica che ha lanciato, insieme al Policlinico Gemelli, il primo servizio nazionale che permette di accedere al test genetico per il tumore ovarico con tempistiche brevi. Questa piattaforma online consente agli oncologi italiani che ne fanno richiesta di ottenere l’esito del test in tre settimane, con un risparmio di tempo di circa 5-8 mesi, identificando così precocemente l’eventuale mutazione dei geni e facilitando la prevenzione del tumore ovarico, la diagnosi tempestiva e l’eventuale terapia personalizzata con i nuovi farmaci target.

Per approfondire l’argomento Leonardo.it ha intervistato Gaetano Cafiero, Amministratore delegato di Kelyon Srl, azienda che ha sviluppato la piattaforma AZ FastNet, tool informatico in grado di connettere oncologo – corriere clinico – analista di laboratorio.

Dott. Cafiero, da dove è nata l’idea di questa piattaforma?
Dall’esigenza di velocizzare l’iter di esecuzione dei test della diagnosi molecolare in campo oncologico; prima i tempi erano abbastanza dilatati, anche secondo quanto presentato al recedente congresso mondiale di oncologia di Chicago.

In che cosa consiste la piattaforma?
E’ un’applicazione web,un indirizzo internet (azfasnet.it) dove gli utenti che hanno richiesto l’autorizzazione possono, dopo essere stati validati, accedervi. Di norma l’accesso è consentito a oncologi e centri analisi.

Come viene protetta la privacy degli utenti?
Chiunque potrebbe fare richiesta d’iscrizione, ma questa dovrà essere validata dalla casa farmaceutica, che si accerta che l’utenza che ha richiesto sia un professionista. Senza dimenticare che ogni oncologo vede solo i dati che gestisce, quelli dei propri pazienti e non quelli degli altri. E’ una piattaforma che esiste da diversi anni, ma prima gestiva solo un test per il tumore al polmone; quest’anno ci siamo allargati anche al BRCA, il test genetico per determinare se una donna ha o meno una mutazione del gene responsabile dell’insorgenza del tumore ovarico. Si tratta di un test importantissimo in un’ottica di prevenzione della malattia che ad oggi rimane un killer silenzioso per le donne.

Quali costi?
L’applicazione è libera e gratuita e nel tempo hanno avuto accesso oltre 500 tra oncologi e professionisti.

Non avete pensato ad applicazioni per smartphone?
Il sito è responsive e quindi si vede bene anche da smartphone e tablet, in futuro è comunque ipotizzabile anche una mobile app che consenta di accedere anche offline da dispositivi mobili.

Quali obiettivi per il futuro?
La piattaforma per come concepita è multi test, consente di gestire per sua natura stessa più tipi di test diagnostici, come già accade adesso. In futuro considerando che si va sempre più verso la medicina personalizzata, indirizzata sulla singola caratteristica, è possibile che verrà aperta a nuovi test.