Ho appena installato il client di FileRock, una delle startup che hanno partecipato al TechGarage di Roma e che più mi aveva impressionato. Si tratta di una specie di Dropbox che punta tutto sulla protezione dei dati, attuata tramite codifica sul computer dell’utente di qualunque file prima di sincronizzarli con il cloud.
Di base FileRock fornisce all’utente 3GB di spazio cloud in maniera gratuita. Ancora non sono noti i piani a pagamento, ma da quello che ha spiegato il CEO Daniele Arena allo scorso Codemotion (qui sotto la sua intervista con Nicola Mattina) arriveranno presto. Il personal cloud non è però per il principale interesse di questa startup italiana, che punta ad avere come principali clienti le aziende.
Anche per questo FileRock permette di usufruire di spazio cloud con gestori diversi da Seeweb, l’azienda di hosting che li ha finanziati con 150 mila euro, come per esempio Amazon.
Come Dropbox, FileRock vi mette a disposizione una cartella in cui inserire i vostri dati. All’interno di questa c’è una cartella Encrypted, in cui potete mettere i file che volete vengano criptati prima di essere caricati on line.
So quello che pensate: una tecnologia simile applicata a un sistema come quello del nuovo Megaupload creerebbe non pochi problemi ai titolari di diritti d’autore. Nonostante il software sia distribuito con licenza open source, per fortuna la tecnologia sviluppata da FileRock è proprietaria e brevettata, sviluppata per garantire l’integrità dei dati conservati sul cloud.
Vi ho spiegato qualche giorno fa perché alle startup italiane servono beta tester come voi e vi invito quindi a provare questo servizio come sto facendo io. Come? Basta andare sul loro sito e chiedere un invito, vi arriverà in qualche giorno. Attenzione al primo login: vi comparirà un messaggio d’errore perché non avete ancora linkato il vostro computer con il vostro account FileRock.