Ieri abbiamo raccontato il caso di AppGratis, app rimossa dall’AppStore perché accusata di violare alcune delle norme che regolano il marketplace di Apple. Oggi sul blog della startup il founder Simon Dawlat ha raccontato tutta la storia sul blog dell’azienda, che dimostra l’assurdità del modus operandi di Apple.

Per farla breve: i referenti dell’app presso Apple, che il giorno prima avevano approvato la nuova versione per iPad, sono stati improvvisamente sostituiti da un nuovo referente il quale, dopo aver chiamato tre volte Simon senza ricevere risposta, ha cancellato l’app. Simon era in volo da Parigi verso il San Paolo: 12 ore offline. Ci stava, su quel volo, per andare a visitare la sede della startup in Brasile. Perché si dà il caso che AppGratis abbia 45 dipendenti, 13.5 milioni di dollari di funding e 12 milioni di utenti.

In tanti hanno parlato di morte di AppGratis. Dell’app che viola i regolamenti di Apple. Chi si è occupato del folle dipendente di Apple che si è sentito Dio in terra? Nessuno. Non è assurdo che l’ultimo arrivato a Cupertino possa staccare la spina a un’azienda in questo modo?

Ben venga il controllo di qualità sui prodotti distribuiti dall’App Store, ma non è certo questo il modo di trattare dei destini delle persone e delle aziende.

Nota: nel frattempo AppGratis continua a funzionare per tutti quelli che l’hanno già scaricata.

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