La internet of things è un argomento di grande attualità che coinvolge applicazioni molto diverse: idOO – una startup italiana – ha pensato di sfruttarla per mettere in comunicazione brand e clienti, fra tutela del marchio e storytelling. Il prodotto “parla” al consumatore attraverso una app che, riconoscendo l’oggetto inquadrato dalla fotocamera dello smartphone in prossimità, fornisce informazioni sulla produzione e l’utilizzo del bene acquistato. Una relazione asincrona che spazia dal supporto tecnico al feedback lasciato dal consumatore.

Parlando di internet degli oggetti, siamo abituati a pensare alla domotica — come quella proposta da LG al CES 2014 per comunicare con forni e frigoriferi: idOO concepisce diversamente la internet of things, sfruttando la tracciabilità dei prodotti per garantire l’identità del marchio e l’unicità dell’oggetto acquistato. Ogni bene ha un proprio identificativo con un sensore che può essere sfruttato per la sicurezza delle transazioni. Sì, perché gli acquisti in-app possono benissimo essere associati ad altre tipologie di consumo.

Immagino, a titolo d’esempio, una macchinetta del caffè che avverte dell’esaurimento delle cialde e permette d’acquistarne una nuova fornitura con la app di idOO — spiegando al cliente com’è stata prodotta la miscela e indicandone l’origine territoriale. L’infrastruttura in cloud computing della startup permette ad aziende e consumatori di mantenere un contatto diretto su diversi fronti: non importa se il prodotto sia un termostato come quello di Google [vedi gallery] o un ombrello. Il futuro è nell’interazione con gli oggetti.