Qualcuno mi taccerà sicuramente di “sensazionalismo”, perché le notizie che arrivano dallo Intel Developer Forum (IDF) 2013 sono piuttosto indicative: abbiamo già conosciuto i nuovi processori dedicati alla «internet of things», ma – sul breve periodo – le novità riguardano Chrome OS. Il sistema operativo di Google non è perfetto e personalmente consiglierei a chi acquistasse un Chromebook d’installarci un’altra distribuzione di Linux, però i movimenti del mercato non ammettono dubbi. È una risorsa più appetibile di Windows RT.

Le analogie tra la soluzione di Microsoft e quella di Google sono molte: non mi riferisco all’infrastruttura — perché i sistemi operativi hanno caratteristiche differenti. Oggi, il problema è costituito dalle applicazioni e quelle disponibili su Chrome OS o Windows RT sono tecnicamente simili. Google ha annunciato che quattro su cinque fra i produttori di Chromebook aggiorneranno la propria offerta con laptop corredati da Haswell che corrisponde all’ultima generazione dei processori di Intel a sottolineare la propria supremazia.

Non è nel mio stile, ma Microsoft ha “sputtanato” Windows cercando d’assecondare i trend che portano tablet e smartphone a essere più interessanti dei desktop, mentre Google ha iniziato a investire in un segmento dov’era assente. Windows RT e Chrome OS hanno grossomodo gli stessi limiti, ma il secondo non è orientato agli sviluppatori — a differenza di Windows 8. Se i laptop che vendono di più sono dei Chromebook è perché chiunque può utilizzarli per le operazioni più elementari, quando i professionisti s’appoggiano a Mac OS X.