In questa particolare congiuntura storica l’identità non è solo quella reale, fisica, ma anche  -  e (forse) soprattutto – digitale. Per questo motivo l’Agenzia per l’Italia Digitale ha creato Spid, acronimo di “Sistema Pubblico di Identità Digitale”.

Ma di costa si tratta? Spid è un’unica parole chiave che dà accesso a tutti i servizi della pubblica amministrazione, dal fisco alla sanità. La password potrà essere richiesta da ogni cittadino italiano e l’obiettivo è quello di raggiungere i 10 milioni di utenti entro il prossimo anno.

Tim, Poste Italiane e Infocert renderanno disponibili le prime identità digitali italiane a partire dal 15 marzo. La Pubblica Amministrazione prevede che verso giugno i servizi disponibili tramite il pin unico di identità digitale saranno oltre 600.

Ecco, di seguito, tutte le possibilità offerte da questa piattaforma.

CHIAVE UNICA
Grazie a Spid, con una sola parole chiave si potrà accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione, ma non solo. In futuro la passwrod di Spid potrebbe essere applicata anche negli accounti dei servizi privati, come il sito delle banca o piattaforme di e-commerce come Amazon. Accedere tramite Spid sarà possibile non solo tramite Pc, ma anche su dispositivi mobile come smartphone e tablet.

SICUREZZA
Sul fronte della sicurezza, sono tre i livelli di riservatezza. Per il sistema base è necessario username e password, per il livello più alto si aggiunge una password “usa e getta” mentre il livello più eleveto offre anche una smart card, pensata per professionisti.

QUANDO E COME
Come già detto, Spid sarà disponibile a partire dal 15 marzo e per averlo si dovrà fare richiesta a uno dei tre operatori già abilitati: Tim, Poste Italiane e Infocert. Perché la richiesta sia valida è necesario fornire nome, cognome, data e luogo di nascita, documento di identità, numero di telefono, indirizzo di posta elettronica e domicilio e codice fiscale. Per professionisti e aziende serviranno anche p.iva, sede legale e ragione sociale.

I COSTI
Spid sarà gratuito per almeno 2 anni. Le credenziali della piattaforma saranno rilasciate tramite posta, mail o sms. Chi avesse già una password rilasciata da una pubblica amministrazione, come il pin dell’Inps, potrà farsela riconoscere dall’operatore scelto come Spid.

600 in 1
Spid si potrà utilizzare da subito per 300 servizi, che a giugno diventeranno 600. Con questa password unica si potranno effettuare diversi pagamenti, come pagare la domestica, iscrivere il figlio a scuola, pagare le tasse come Imu, Tari o Tasi, persino cambiare residenza e altro ancora. Per ora a Spid hanno aderito l’Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, i comuni di Firenze, Venezia e Lecce e sette regioni: Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte e Umbria.