ICREACH, stando ai documenti pubblicati da The Intercept, è un motore di ricerca che la NSA avrebbe sviluppato già nel 2007 per fornire delle informazioni a una dozzina d’agenzie statunitensi: un enorme database contenente numeri di telefono, intercettazioni e quant’altro possa risultare utile a CIA, DEA, DIA, FBI e altre organizzazioni federali. Il Google dei servizi segreti, insomma, le cui prime tracce risalgono ad alcuni testi pubblicati da Edward Snowden e che negli Stati Uniti sarebbe operativo da un minimo di sette anni.

L’accesso a ICREACH, in questo lasso di tempo, sarebbe stato possibile per un totale di 1.000 analisti in 23 agenzie statunitensi. Un database paragonabile al CODIS – noto ai telespettatori di serie televisive come CSI: Crime Scene Investigation – che raccoglie il DNA dei cittadini schedati. Non stupisce che Snowden sia ricorso a Tails [vedi gallery] per sfuggire al controllo della NSA, dal momento che gli strumenti a disposizione dell’intelligence hanno raggiunto un tale livello di sofisticatezza né che esista un motore simile.

Forse, come m’azzardai a sostenere lo scorso dicembre, la missione di Snowden non è compiuta come ritiene il famoso whistleblower. È dai tempi della Guerra Fredda che gli Stati Uniti – coadiuvati dagli altri membri della NATO – raccolgono e organizzano informazioni per lo spionaggio. ICREACH non è altro che un motore di ricerca, per permettere agli operatori di raggiungerle: ottenerle per archiviarle in anonime scatole di cartone non avrebbe avuto senso. La domanda che tutti dovremmo porci è quanti di questi dati ci riguardino.

Photo Credit: Markus Winkler via Photopin (CC)