Dopo il recente accordo con Apple, IBM è al lavoro su un chip rivoluzionario che imita il comportamento del cervello. L’architettura hardware si discosta completamente da quelle attuali, ma allo stesso tempo utilizza poca potenza e simula il comportamento di un cervello umano. Un progetto ambizioso, iniziato nel 2008, che, però, pone una pietra miliare nel mondo dell’informatica.

E’ da anni che se ne parla, ma solamente oggi è arrivata la notizia che IBM è riuscita a realizzare un secondo chip che si comporta come un cervello umano. “Un importante punto di riferimento per i computer che simulano il comportamento del cervello”, ha reso noto Dharmendra Modha, IBM Research Fellow e Chief Scientist. Il gruppo di ricercatori della Cornell Tech hanno descritto il chip, sulla rivista Science, come un’architettura che permette di approssimare la struttura e la funzione del cervello in silicio, con maggior efficienza in termini di potenza.

Un importante passo in avanti che potrebbe essere la svolta per creare sensori di bassa potenza e per dare il via all’Internet delle Cose. Non solo, il processore potrebbe essere installato nei supercomputer di IBM per aumentare la velocità di apprendimento e effettuare calcoli su rete neurale. Tutto ciò, quindi, comporterebbe nuove potenzialità da poter sfruttare su dispositivi, per le aziende e a fini di scientifici.

Dopo il primo chip creato nel 2011, quello che è stato appena presentato, nome in codice “TrueNorth”, include 5.4 miliardi di transistor in una rete on-chip di 4.096 nuclei neurosinaptici che può essere considerato equivalente a 256 milioni di sinapsi. Rispetto ai classici processori presenti nei nostri computer, IBM ha attuato una rottura radicale nella progettazione dei chip sfruttando la collaborazione tra memoria (“sinapsi”), processore (“neuroni”) e canale di comunicazione (“assoni”).

Per il momento, IBM non ha comunicato alcuna strategia di mercato, ma si stima che questa tipologia di chip potrebbe debuttare all’interno di nuove tipologie di dispositivi intelligenti.