Un nuovo cammino più orientato al business. Con queste parole Simona Zanette presidente Iab, ha aperto oggi il convegno annuale di Iab, sottolineando subito che la rete è investimenti e che la principale difficoltà del settore digitale in Italia resta la scarsa disponibilità di banda larga. Se è vero com’è vero che gli utenti italiani in rete sono quasi 30 milioni di persone, c’è infatti ancora un 40 per cento di italiani in digital divide. Se c’è però una cosa in cui l’Italia è avanti è l’uso dello smartphone: 41 per cento contro il 37 per cento dell’Europa.

Qualche appunto dall’intervento della Zanette. Gli investimenti in Internet sono in crescita (poco), con un boom (+38,7%) confermato dei video e una costante crescita dei social (+10%). Forte la crescita del mercato display anche nel mobile, benché si parli ancora di un mercato molto piccolo (25 milioni di euro). Se il comparto del display è in crescita, quello del classified e dei tradizionali banner è in leggera flessione, tranne che per il mail marketing (+4%).

Secondo le previsioni di Iab il mercato degli investimenti pubblicitari in Internet si chiuderà quest’anno con un +7,7 per cento. Molto interessante la crescita di settori che prima facevano investimenti sui media tradizionali, contrastata da un calo, forse prevedibile, di chi già aveva investito.

E l’anno prossimo? Iab prevede un +8,5 per cento per il 2014, con un leggero incremento dovuto a video, mobile e programmatic buying.

Enrico Gasperini, presidente di Audiweb, ha poi illustrato il cambiamento nel consumo dei media, proponendo cifre che tutto sommato ci aspettavamo, ma che per la prima volta sono sono state analizzate dal pachiderma a cui tutti facciamo riferimento. Interessante il dato di crescita dei tablet: +127 per cento, mentre gli smartphone si fermano al 28%. Solo 4,7 milioni di persone hanno smartphone, tablet e PC. Il 46 per cento del tempo totale speso on line è legato a navigazione su smartphone e tablet, con le app smartphone usate quotidianamente che pesano per l’84 per cento del tempo mensile di navigazione.

Interessante il dato che i siti top di notizie raggiungono gli utenti mobile solo per un 26 per cento, mentre allargando l’analisi a tutto il comparto news si arriva al 44 per cento, segno della decadenza dei vecchi brand a favore di novità editoriali come, mi permetto di dire, Leonardo.it. Il nostro direttore Silvio De Rossi l’aveva in un certo senso “profetizzato” un anno fa nel suo post programmatico con cui vi ha illustrato quello che vogliamo fare con Leonardo.it.