Twittare il proprio pensiero, postare il proprio umore e farlo specificando dove ci si trova. È questo il senso di alcuni strumenti che però faticano a prendere piede.Molti social network hanno integrato tra le loro funzioni quelle di indicare la posizione in cui ci si trova. Per questo può apparire sulla bacheca di Tizio che sta facendo shopping con Caio in tal posto. Peccato che questo tipo di servizi e di informazioni non siano del tutto condivisibili.

O almeno così sembra leggendo la ricerca elaborata negli Stati Uniti dal Pew Research Center. L’obiettivo dello studio è stato quello di capire la diffusione dei servizi geosocial e location-based. Tanto per fare un esempio si tratta di Foursquare, Gowalla o Facebook Places.

Quest’ultimo è risultato il più diffuso anche grazie al fatto che il social network in questione ha più di 800 milioni di iscritti. A seguire ci sono Skype, Gmail e Twitter, la cui posizione in classifica dipende molto dal volume degli utenti.

Restano indietro, invece i servizi come Foursquare e Google Latitude che non arrivano a totalizzare 10 milioni di utenti. Peccato perché essi, come gli altri servizi che occupano posti migliori in classifica, sono utilissimi per accedere a sconti e offerte d’acquisto.