Le dimensioni dei social network continuano a diminuire. Lo dice una recente ricerca americana che dimostra l’espansione degli strumenti che riescono a metterci in comunicazione con i vicini di casa. Si chiamano social neighborhood network

Una ricerca americana condotta nel 2008 aveva dimostrato che il 31 per cento degli americani dichiarava di non conoscere il nome dei propri vicini. Con l’evoluzione dei social network di quartiere, invece, questa percentuale è scesa fino al 18 per cento.

Oggi si usano i social network per scambiarsi favori e prodotti. Ti mancano un paio di uova per terminare la preparazione del dolce ma hai già iniziato ad impastare gli altri ingredienti? Il tuo vicino è l’unico che può aiutarti e se è anche il tuo amico su quella specie di Facebook di quartiere, allora è fatta.

Cinque sono quelli individuati da Wired, ma noi vogliamo illustrarne soltanto due. Il primo si chiama Nextdoor e in pochi mesi ha raccolto già 18 milioni di dollari in investimenti esterni. Il suo obiettivo non è far fare amicizia agli iscritti ma fare comunità in base alla residenza in un quartiere, sposando cause comuni, dalla segnalazione dei servizi scadenti, all’indicazione delle tematiche più interessanti.

Se invece il vostro obiettivo è quello di barattare qualcosa, la soluzione migliore è Streetbank, una banca dati della abilità e dei prodotti che i vostri vicini vogliono mettere in comune.