Luiz Bertassoni dell’Università di Sidney, in collaborazione con alcuni atenei statunitensi, ha guidato un progetto di stampa tridimensionale che ha portato alla fabbricazione dei primi vasi sanguigni artificiali stampati in 3D. Traguardo che dà un grande apporto all’obiettivo di creare allo stesso modo gli organi del corpo umano, permettendo di salvare numerose vite: una bio-stampante è stata capace di realizzare le minuscole fibre che sono state ricoperte da materiali a base di proteine e di cellule — solidificate dalla luce.

L’intento è stato quello di creare un’impalcatura sulla quale, nel giro d’una settimana, le cellule endoteliali umane si sono auto-organizzate in capillari sanguigni stabili. Un successo che alimenta la speranza di arrivare a produrre degli organi su ordinazione, in base alle esigenze dei pazienti, riducendo i tempi d’attesa nei trapianti: la stampa tridimensionale ha già diverse applicazioni in medicina come ad esempio Osteoid che ambisce a sostituire le ingessature con un presidio modellato sulle ossa del paziente infortunato.

È affascinante la quantità d’innovazioni prodotte dalla stampa 3D, che procede su due canali paralleli: da una parte la progettazione di soluzioni altamente sofisticate, dall’altra la produzione domestica con stampanti come Micro 3D Printer [vedi gallery] che sono alla portata di tutti. Un fenomeno che non interessa soltanto gli artigiani, nonostante la riduzione dei costi di produzione sia un elemento fondamentale nel successo della stampa tridimensionale. Il progresso della medicina, fra questi, è il traguardo più importante.

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