Qual è uno dei limiti della realtà virtuale? La virtualità dei contatti. La risposta è alquanto semplice e può essere sostenuta da tutta una serie di studi che spiegano le “patologie” legate al pensiero che i contatti coltivati in rete, siano i contatti che contano.

Non siamo certo qui a condannare la realtà virtuale, ma c’è da rendersi conto che ha dei limiti che non le consentono spesso di tradursi in qualcosa di reale, effettivo, carnale.

Facebook ha sintetizzato nella cornice blu, lati positivi e negativi della realtà virtuale ed ha provato anche a valicarne i limiti. Come? Con una serie d’invenzioni. Per esempio con il famoso Olly, quella specie di cubo bianco che emana un profumo nell’aria ogni volta che l’utente Facebook riceve una notifica oppure è menzionato.

Oggi si prova ad andare oltre grazie ad una provocatoria invenzione di un’artista tecnologica che vuole tradurre i like, i “mi piace”, in abbracci veri e propri. Questo effetto si ottiene grazie ad un giubbotto senza maniche conosciuto come Like-a-hug.

Ogni volta che un amico esprime un apprezzamento ad un nostro stato, cliccando su like, il giubbotto si gonfia dando a chi lo indossa la sensazione di essere abbracciato. Chi riceve l’abbraccio poi, sgonfiando il giubbotto, può contraccambiare, sempre che l’altro indossi lo smanicato.