Elon Musk, il CEO di Tesla Motors, ha annunciato che i brevetti registrati dall’azienda saranno open source: le automobili elettriche sono una risorsa troppo importante per azzerare l’impatto ambientale dei trasporti, perché dei processi interrompano l’innovazione. È una svolta epocale nel settore, che da sempre sopravvive sulla protezione della proprietà intellettuale e sul segreto industriale. Come reagirà la concorrenza? Prenderà esempio da Tesla oppure continuerà ad agire come in passato? Gli scenari possibili sono diversi.

Non stupirebbe se la concorrenza attingesse ai brevetti di Tesla Motors, senza rendere open source le proprie tecnologie: anche Microsoft ha agito in questo stesso modo per anni — prima d’abbracciare (almeno, in parte) la filosofia alla base del free software. I tempi sono maturi, affinché altre case automobilistiche abbandonino il vecchio sistema per essere più aperte, ma la crisi del settore potrebbe costituire un forte disincentivo. È davvero opportuno che ogni aspetto della produzione industriale sia liberamente accessibile?

Domande da porsi, all’indomani della dichiarazione d’intenti di Musk: non sappiamo ancora quali brevetti diventeranno open source e in quale modalità. Apple – che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe potuto acquisire Tesla – e Google hanno firmato un accordo per evitare i processi, ma non è cambiato molto. Non significa, peraltro, che le automobili dell’azienda diventino replicabili anche nel design da qualunque concorrente! È una spinta a investire nel mercato dei veicoli elettrici e a chiedere una consulenza a Tesla Motors.