I sistemi di levitazione magnetica sono stati etichettati come fantascienza, tuttavia il progetto Hyperloop portato avanti da Elon Musk sta prendendo forma ed appare, oggi, molto meno avveniristico che nel 2013 quando fu annunciato. La startup Hyperloop Transportation Technologies ha, infatti, annunciato un’evoluzione di questa idea chiamata “Passive Magnetic Levitation” che dovrebbe consentire maggiore efficienza e minori costi rispetto alla soluzione più costosa e complessa utilizzata sui treni MagLev che sono operativi tra Cina ed Europa.

Nella fattispecie, questo nuovo progetto si basa su Inductrack, un sistema progettato nel 2000 dal fisico statunitense Richard Post. Inductrack consente l’assoluta eliminazione dell’attrito utilizzando avvolgimenti non alimentati a terra e magneti permanenti sotto il vettore in movimento. Grazie a questo sistema molto semplice anche dal punto di vista realizzativo, è possibile sfruttare la levitazione magnetica senza dover spendere ingenti cifre come avviene, invece, con le infrastrutture dei treni MagLev.

Il progetto Hyperloop, grazie all’utilizzo di questa tecnologia, prevede la realizzazione di tubi dai quali sarebbe asportata l’aria per ridurre al minimo l’attrito. All’interno viaggerebbero i treni che così potrebbero raggiungere velocità dell’ordine di circa 1200 Km/h. Alta velocità che garantirebbe collegamenti terrestri veloci ed in tutta sicurezza. Infatti, la levitazione magnetica avviene solamente con l’aumento della velocità. Dunque, anche in caso di problemi di alimentazione ai treni (POD), i vettori non toccherebbero il binari se non dopo aver raggiunto una certa velocità minima.

Dunque, almeno teoricamente, gli incidenti dei classici treni non dovrebbero riguardare i vettori Hyperloop.