Anche i videogiochi si coalizzano contro il controverso (e attualmente sospeso) “Muslim ban” del neo presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. In particolare a schierarsi in prima fila è questa volta Humble Bundle, piattaforma di distribuzione di videogiochi da poco diventato anche publisher, che offre un vantaggioso pacchetto, per sette giorni, il cui ricavato di vendita andrà alle associazioni umanitarie che lottano per i diritti degli immigrati nel mondo.

Si tratta dell’Humble Freedom Bundle, un pacchetto di videogiochi indie, fumetti digitali ed ebook dal valore totale di circa 600 dollari ma che viene venduto a soli 28,22 dollari. Tanti i videogiochi indipendenti presenti nella raccolta di Humble Bundle, come The Witness di Jonathan Blow, Stardew Valley, la versione rimasterizzata della storica avventura grafica Day of the Tentacle, Song of the Deep di Insomniac Games, Nuclear Throne, Super Meat Boy, World of Goo, Human Resource Machine, Mushroom 11, The Stanley Parable, Superbrothers: Sword & Sworcery EP, Super Hexagon, VVVVVV di Cavanagh, Guacamelee!, Thirty Flights of Loving, 2064: Read Only Memories, 7 Grand Steps: What Ancients Begat, Mini Metro e Secrets of Rætikon. Come già detto, oltre ai videogiochi nel ricchissimo pacchetto ci sono anche diversi ebook e audiolibri.

Tutti i soldi che verranno raccolti tramite la vendita di questo pacchetto multimediale, più 300 mila dollari versati dalla stessa Humble Bundle, andranno devoluti ad organizzazioni umanitarie come American Civil Liberties Union (UCLA), International Rescue Committee e Medici senza frontiere. Nel momento in cui scriviamo la cifra raccolta ha superato i 2 milioni e 850 mila dollari.

Ricordiamo cosa è il Muslim Ban: si tratta di un divieto di ingresso alle persone provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana: Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia, Somalia e Yemen. Il bando avrebbe una durata di 90 giorni, ma attualmente – in seguito alle forti manifestazioni popolari – è stato sospeso grazie all’intervento di un giudice americano e confermato dalla Corte federale d’appello.