Qualità cinese

I produttori di smartphone cinesi non godono ancora della completa fiducia del mercato occidentale: nonostante la quasi totalità dei prodotti di tecnologia venga (ormai da anni) costruita in Cina, l’idea di acquistare uno smartphone premium interamente disegnato e distribuito da un’azienda cinese risulta ancora, per certi versi, nuova e in qualche modo atipica.

Con la sua linea P9 per il 2016, Huawei punta chiaramente a modificare una volta per tutte questa percezione. Non solo grazie a una campagna di marketing molto forte, con tanto di testimonial d’eccezione come Scarlett Johansson, ma anche grazie all’innegabile qualità e perizia con la quale sono realizzati P9, P9 Lite e questo P9 Plus.

Huawei P9 Lite è il modello extralarge della famiglia: un 5,5 pollici che eleva la sfida portandola direttamente sul piano dei top di gamma assoluti, per rivaleggiare con i migliori dispositivi prodotti da aziende come Apple e Samsung, con un prezzo altrettanto ambizioso: 749 euro per la versione base da 64 giga.

Basi solide

Utilizzando il P9 Plus, una cosa è chiara sin da subito: i tempi in cui si poteva proporre un top di gamma con una qualità costruttiva meno che perfetta sono ormai finiti. Sia nell’estetica che nella sensazione al tatto, questo Huawei è notevolissimo, grazie al suo design unibody in alluminio e ai bordi piacevolmente stondati (sia dello schermo che della cornice), per non offrire mai un angolo vivo al passaggio delle dita.

Il profilo ultra-sottile e la leggerezza completano il quadro di uno smartphone che risulta sicuramente tra i più belli ed eleganti in circolazione.

E anche la forza tecnologica che si nasconde sotto la scocca è di livello. Grazie al suo chipset avanzato (processore octa-core con ben 4GB di RAM), P9 Plus è velocissimo nell’esecuzione di ogni compito, incluso il riconoscimento delle impronte attraverso il sensore dedicato, che è tra i più rapidi e precisi sul mercato.

Lo schermo con tecnologia AMOLED è molto nitido e mostra neri perfetti, con colori generalmente ben bilanciati, quindi niente colori troppo carichi. Ottimo anche il sonoro, potente e ricco di bassi, tanto da garantire ore di puro svago.

Anche la personalizzazione di Android, tramite l’interfaccia EMUI, è efficace: unisce una grande semplicità di utilizzo (con uno stile di chiara ispirazione Apple) alla presenza di alcune interessanti funzionalità avanzate, come ad esempio il force touch, che consente di accedere a funzioni aggiuntive premendo con media intensità sullo schermo.

Due occhi diabolici

La fotocamera del Huawei P9 Plus è realizzata in collaborazione con Leica, uno dei brand più prestigiosi della fotografia mondiale, e pertanto rappresenta un sicuro punto di interesse.

La soluzione con doppio obiettivo e doppio sensore, però, non esprime quel salto in avanti qualitativo che si sarebbe potuto immaginare. Gli scatti sono buoni, ma non superano in alcun modo quelli catturati dalle fotocamere tradizionali dei top di gamma attuali. I video, invece, restano addirittura indietro: si fa sentire la mancanza di stabilizzazione ottica, che introduce vibrazioni e sobbalzi, ma anche un dettaglio generale non ai vertici della categoria. Sia chiaro però, le foto sono comunque di buona qualità.

È forse questo l’unico dettaglio al di sotto delle aspettative per uno smartphone che, altrimenti, sa offrire un’esperienza premium a tutto tondo. Nel complesso, Huawei P9 Plus è certamente il nuovo campione dei Made in China, nonché un dispositivo che, probabilmente, aprirà a Huawei le porte di una fascia di mercato ancora tutta da conquistare.