Una nuova fascia media

Gli smartphone Android di fascia media offrono ormai da tempo un’esperienza di utilizzo con pochi compromessi, in grado di soddisfare la maggior parte delle esigenze. La motivazione che spinge i consumatori a spendere quei 2-300 euro in più per acquistare un dispositivo “top di gamma” si trova, sempre più spesso, altrove: nella qualità del design, dell’assemblaggio e dei materiali impiegati. Lo smartphone, dopo tutto, è un dispositivo che ci accompagna durante tutto il corso della giornata: è normale desiderare che sia un oggetto solido, piacevole al tatto e, perché no?, bello esteticamente.

Il grosso problema, per Samsung, HTC e tutti gli attuali produttori di modelli “premium”, è che dalla Cina sta arrivando una nuova ondata di smartphone di fascia media che non soltanto offrono prestazioni adeguate, ma riescono a proporre anche design di qualità e materiali pregiati, ad un prezzo impensabile fino a pochi anni or sono.

Il nuovo Huawei P9 Lite è uno dei migliori rappresentanti di questa nuova categoria: basti pensare che offre un’esperienza d’uso in larga parte paragonabile a quella del suo fratello maggiore P9, ad un prezzo che però è circa la metà: soltanto 299 euro.

Equilibrio ed eleganza

Le più grandi doti di Huawei P9 Lite sono l’equilibrio e l’eleganza. Il telefono è realizzato con grande cura, a partire dalla cornice in alluminio che ne sottolinea il profilo e irrobustisce la scocca, fino all’impiego di linee semplici e pulite sia per il frontale che per la cover posteriore. Quest’ultima è in plastica ma, grazie alla finitura, risulta molto solida e piacevole al tatto: nella colorazione gold è quasi indistinguibile dal materiale metallico della cornice.

Le dimensioni sono da ultrasottile vero, con uno spessore di soli 7,5 mm, e nell’insieme l’esperienza al tatto è più paragonabile a quella di un dispositivo “premium” che non al classico Android di media gamma.

Anche le prestazioni sono di alto livello. Lo schermo Full HD è luminoso e piacevole cromaticamente, lo speaker integrato esprime un sonoro potente e la fluidità del sistema è più che buona. Eccellente il sensore di impronte digitali, che consente di sbloccare il telefono con grande rapidità e precisione.

L’interfaccia denominata EMUI, realizzata appositamente da Huawei, è pulita, semplice e funzionale al tempo stesso: sono lontani i tempi in cui Android in versione non “pura” andava guardato con sospetto. Fenomenale la batteria, che con la sua capienza consente di arrivare senza alcun problema a fine giornata, anche con un impiego piuttosto intensivo.

Qualche problema di immagine

Purtroppo, in questo quadro globale molto positivo, Huawei ha sottovalutato un aspetto importante: la fotocamera. Quella montata sul P9 Lite è discreta, ma non eccellente, e nel complesso tradisce le grandi ambizioni del telefono. Se le foto statiche sono sufficienti, i video sono infatti di scarsa qualità, specialmente quelli in slow motion. Nell’anno in cui gli smartphone Android hanno finalmente cominciato ad offrire le migliori fotocamere sul mercato (a partire da quella di Samsung Galaxy S7), è un peccato che Huawei non abbia saputo rispondere per le rime.

Una cosa, però, è certa: se questa è la qualità che i “made in China” sono in grado di esprimere nel 2016, allora dobbiamo prepararci a grossi stravolgimenti nel mercato smartphone. Una volta superati i problemi di brand e notorietà che ancora incontrano sui mercati occidentali, Huawei, Xiaomi e Meizu potrebbero diventare le Samsung e le LG di domani.