Per me e Marco Casario, fondatore di Html 5 Italy, oramai Codemotion rappresenta un momento fisso in cui fare due chiacchiere su dove va il web e nello specifico come si evolve HTML 5. Anche questa volta chiacchierare con lui è stato molto interessante.

Allora Marco, siamo pronti per HTML 5?

Stanno già lavorando ad HTML 5.1, HTML 5 oramai è già tra noi. Ci sono già diverse API finite anche se nella sua completezza questo linguaggio sarà pronto solo l’anno prossimo. Gli oggetti di semantica sono però già tutti compatibili, i form pure e così via diverse cose. Certo, occorre saperlo usare in maniera intelligente e in quanto al supporto Webkit è stato un pioniere.

Ora che anche Opera ha annunciato il passaggio a Webkit, non rischiamo il monopolio?

Con i tre principali browser che contribuiranno allo stesso engine rischiamo di avere una minor sperimentazione, anche se meno novità e differenziazioni significa un lavoro più semplice per gli sviluppatori.

Che mi dici di Firefox? Giusto l’altro giorno Jacopo Romei sosteneva l’importanza di usarlo per lasciare un segno.

Distinguiamo fra browser e Firefox OS. L’interesse per quest’ultimo è in forte crescita fra produttori e soprattuto sviluppatori. Firefox ha perso quote di mercato, mentre Firefox OS ha guadagnato parecchio interesse perché con le stesse tecnologie oggi possiamo creare app che girano sul sistema ed escono fuori dal browser. Poi però la misura dell’adesione la dà la comunità e oggi non si vedono ancora  prodotti e app. Mozilla può fare quello che ha fatto Google, anzi può fare meglio perché può sfruttare imparare dagli errori di Google. L’ago della bilancia saranno gli sviluppatori.

Insomma, i dev che non sono già passati ad HTML 5 resteranno indietro?

Secondo me oggi l’HTML 5 rappresenta, insieme a CSS 3 e Javascript, uno strumento con il quale lo sviluppatore può fare tantissimo, dalle app web a quelle native, ovviamente usando gli strumenti che permettono di esportarle. È già possibile realizzare anche app molto evolute.

Vaglielo a dire a Facebook, che la sua app l’ha dovuta rifare nativa!

Già, ma ti ricordi che figura gli hanno fatto fare? (proprio qui Marco ci aveva commentato il video schiaffo a Facebook in cui due sviluppatori mostravano come fare l’app con HTML 5, ndr)

Dunque concordi con me: siamo alla morte sistemi operativi?

In cinque anni è possibile che i sistemi operativi come li conosciamo oggi non ci siano più. In un tempo meno lontano, diciamo tre anni, vedremo le app uscire dalle sandbox dei browser e accedere al sistema operativo. Fra cinque anni il sistema operativo sarà il browser stesso.

Per questo Mozilla ha puntato più sull’OS che sul browser secondo te?

Magari la loro visione è proprio questa: concentrare oggi gli sforzi sul sistema perché domani non ci sarà più bisogno del browser che non esisterà più come strumento, ma solo come layer sopra il sistema operativo.

Uscire dalle sandbox però pone seri problemi legati alla sicurezza.

Non essendoci più le garanzie della sandbox ci saranno le stesse problematiche che abbiamo oggi con le app desktop, con la sicurezza demandata al sistema.

Pensi a una serie di fusioni e acquisizioni nei prossimi anni, come hanno ha fatto per esempio Intel comprando McAfee?

Questo non lo so, ma quel che è certo è che il sistema dovrà garantire sempre più sicurezza, come già fa oggi in piccola parte.

Cosa c’è dopo HTML 5?
Si sta aprendo una fase in cui il responsive design diventa fondamentale per lo sviluppo del web, perché ogni sito deve essere fruibile come app su diversi tipi di schermo.

Al tema del responsive design Federico Moretti ha dedicato una serie di post a cui vi rimando.