Se mi avessero detto prima della mia prova su strada che effettivamente mi sarebbe piaciuto così tanto HTC One Mini, avrei riso in faccia al mio interlocutore. Invece è così: qualche settimana fa è arrivato a casa mia HTC One Mini, e ho iniziato subito a giocarci e a vedere di cosa era capace. L’hardware è meno performante dell’HTC One, ma non rivela particolari talloni d’Achille durante l’esperienza utente, che invece rimane più che fluida anche durante i task più pesanti.

La cosa che mi ha catturato è il policarbonato attorno al telefono che, pur fatto di alluminio nella parte posteriore e regalandoci una splendida esperienza al tocco con un vetro molto pregiato, non si svaluta troppo nella sua edizione budget riservando queste ottime plastiche ai bordi, mantenendo comunque un certo feeling mentre teniamo in mano HTC One Mini, veramente splendido. Anche gli altoparlanti, esteticamente gradevoli quanto quelli di HTC One, mantengono la qualità assicurata di un dispositivo con Beats Audio: ci viene regalata una stupenda esperienza sonora, forse di poco inferiore rispetto a quella del fratello maggiore.

Il device in sé si rivela quindi una vera e propria versione di HTC One per chi preferisce dimensioni ristrette, nel vero senso della parola: HTC One Mini non presenta una diagonale ampissima in termini di larghezza, cosa che a me fa molto piacere perché ad esempio pur trovandomi molto bene dal punto di vista “ROM” con il mio Galaxy S3, lo reputo una padella senza speranza che compromette del tutto l’uso a una mano. Cosa che con HTC One Mini non vale; promosso quindi l’ambito “dimensionale”.

Se l’hardware mi convince particolarmente, purtroppo non posso dire lo stesso del software: esattamente come avevo eradicato HTC Sense per quanto possibile dal compare One, ho installato su HTC One Mini il mio fidatissimo Nova Launcher al posto di Blinkfeed, costretto a mantenere il software di fabbrica per motivi di test. Nelle successive settimane tuttavia mi riservo di testare l’hackability del dispositivo, e verificare la presenza di ROM cucinate per questo bellissimo smartphone (specialmente CyanogenMod). Mi spiace per Sense e per il mio giudizio severo, ma mi fa piacere che HTC faccia di tutto per farmi superare questo sentimento di allergia – compreso imbellire l’interfaccia, che in questo periodo è decisamente migliore di quella che usavo anni fa.

Mi affretto a chiudere la recensione, perché sto perdendo l’autobus, con due considerazioni: la prima è che per ovvi motivi (l’apprezzamento per Android stock innanzi tutto, direi) il miglior Android in circolazione rimane ancora quello offerto dai Nexus. La seconda è che nonostante questo HTC è un ottimo brand, che sta facendo un ottimo lavoro sui propri device, offrendo un hardware che mette i competitor in una condizione seriamente imbarazzante, ossia quella di offrire la metà della qualità grossomodo allo stesso prezzo. Allora, HTC, quand’è che mi offrirai un Google Edition anche in Italia?