È stato appena presentato un oggetto “curioso”, HTC Mini, che sarebbe il telecomando per gestire le funzionalità di HTC Butterfly e DROID DNA: entrambi con una superficie capacitiva da cinque pollici. HTC Mini dovrebbe risolvere il problema delle dimensioni, essendo molto più piccolo, per effettuare delle telefonate o rintracciare i dispositivi lasciati incustoditi. Le possibilità del gadget sono numerose, però la sensazione è che sia soltanto un placebo. Gli smartphone troppo grandi sono davvero inutilizzabili? Secondo me, sì.

HTC Mini è rivolto soprattutto al mercato cinese. Magari, perché la maggioranza dei consumatori non ha delle mani abbastanza grandi per impugnare quegli smartphone e non voglio affatto proporre dei luoghi comuni vagamente razzisti, tant’è che cinque pollici sono troppi anche in Occidente o nel resto del mondo. Mi piacerebbe stimolare una riflessione, invece, sull’effettiva usabilità dei nuovi dispositivi. Se un’azienda come HTC ha pensato di produrre addirittura un telecomando… forse, la mia opinione sui pollici non è sbagliata.

Chi scrive ha una mano che misura 25 cm. dalla punta del pollice a quella del mignolo (sì, l’ho misurata): non ho problemi nell’impugnare un tablet da 7”. Come tanti, però, rischierei di procurarmi un’infezione al tunnel carpale per usare uno smartphone o un phablet. Ieri ho avuto una discussione piuttosto accesa coi MobiLovers su Google+ perché ho commesso l’errore d’affermare che i phablet sono stati bocciati dal mercato. Un tempismo perfetto, il mio, pensando che in questi giorni sono state pubblicate le rendite finanziarie.

Non sono un economista e le proiezioni su iPhone 5S andavano in tutt’altra direzione, ma non sono impressionato dai venticinque milioni di phablet venduti al 2012 o dalla presunta “esplosione” dei device nel 2013. Se non lavorate sul e/o con il web, probabilmente non avete idea di cosa siano ed è giusto così, per quanto mi riguarda. HTC Mini è l’esempio perfetto: Apple non aggiornerà la gamma di iPhone con un cinque pollici e HTC ha dovuto trovare un espediente per risolvere una serie di problemi riscontrati dai propri clienti.

Android Community ha sottolineato la differenza tra HTC Mini e i nuovi gadget come Pebble o iWatch. Mentre questi possono avere una qualche utilità, il primo è un palese tentativo di giustificare l’acquisto degli smartphone da cinque pollici o più. Secondo HTC, io dovrei comprare un dispositivo enorme e associargli un telecomando per poterlo utilizzare sul serio: apprezzo lo sforzo, ma non m’ha convinto. Preferisco sostituire il telecomando del televisore con lo smartphone anziché portarmene dietro uno per riuscire a telefonare.

Indubbiamente esistono dei consumatori che apprezzano tanto i phablet, quanto gli smartphone da cinque pollici. Il mio vicino, per esempio, ha pensato bene di comprare un SUV abitando in una strada a senso unico alternato. Contento lui, chi sono io per dirgli che ha commesso un errore? Aspetterà che producano un motorino per permettergli d’entrare in garage. La similitudine può sembrare forzata e ridicola, però secondo me spiega benissimo il significato di HTC Mini: un gadget inutile che cerca di risolvere dei problemi assurdi.