L’indiscrezione, trapelata ieri, è di quelle che «mettono i brividi». HTC – a causa delle previsioni di perdita per il terzo trimestre dell’anno – avrebbe intenzione di realizzare un nuovo sistema operativo, dedicato al mercato cinese. Non bastavano iOS, Android, Windows Phone, BlackBerry… e gli outsider più o meno credibili come Firefox OS, Tizen, ecc.: perché entrare in un segmento già inflazionato? La risposta non è semplice, soprattutto perché l’obiettivo riguarda la Cina. Il resto del mondo continuerà a installare Android.

Se persino Hugo Barra – a prescindere dalle sfortune sentimentali – ha lasciato Google per accettare la proposta di Xiaomi, è evidente che il settore sia davvero in “movimento”, nel Paese. Un miliardo di potenziali consumatori non è un fattore da sottovalutare, però io ritengo che in Cina accadrà quanto avvenuto in Occidente. Ovvero, un mercato sostanzialmente diviso fra iOS e Android con Windows Phone a “rincorrere”. Un nuovo sistema operativo, specie se legato a un produttore soltanto, per quanto mi riguarda non avrebbe senso.

Sempre ammesso che i rumor siano credibili, HTC avrebbe due opzioni: realizzare un fork di Android, imitando Amazon, oppure creare un sistema operativo ex novo. La prima ipotesi potrebbe essere più credibile – poiché l’azienda conosce l’ecosistema di Google – ma HTC non è un distributore di contenuti, come Amazon. Chi inaugurerebbe un market dedicato? La seconda, invece, per me sarebbe una pura follia. L’esperienza statunitense di Facebook Home dovrebbe insegnare a HTC che le distribuzioni derivate non sono poi così appetibili.

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