Back by popular demand è la giustificazione di HP, che ritorna a proporre dei computer con Windows 7 sul listino dedicato a individui e famiglie: puoi acquistare i nuovi Envy e Pavilion col sistema operativo precedente, risparmiando una cifra considerevole. Sembra incredibile, ma l’operazione potrebbe avere successo — perché, fra i non professionisti, la popolarità della piattaforma è consolidata. Quanti utenti insoddisfatti della nuova soluzione di Microsoft hai già incontrato? Io, decisamente troppi… e ne ho pure due in casa.

Non sono convinto che tornare a Windows 7 sia una buona idea, ma – complice il termine del supporto a XP – lo stanno facendo anche molte imprese. Sottolineo che i computer proposti da HP non sono dei saldi di fine stagione, bensì gli stessi che potresti personalizzare con Windows 8.1. È, insomma, una scelta consapevole: l’azienda non riesce a vendere i PC col sistema operativo aggiornato e spera di recuperare col precedente. Un pessimo segnale per il futuro di Microsoft che ancora deve scegliere il nuovo CEO fra mille candidati.

Se proprio Windows 8.1 – che ha tantissime “magagne”, me ne rendo conto – non piace, perché non proporre una distribuzione di Linux? Il consumatore risparmierebbe ulteriormente, non dovendo pagare una licenza a Microsoft: io ritengo che il sistema operativo non sia proprio da buttare, ma m’aspetto che Windows 9 cominci a risolvere la confusione generata con RT e il successivo porti all’unificazione con Windows Phone. L’alternativa, però, secondo me dovrebbe essere Ubuntu e non l’ultima versione appetibile dello stesso ambiente.

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