Molto bene: per i gadget-maniaci come me sicuramente la giornata ha preso un’ottima piega quando HP ha annunciato il rinnovamento di tutta la gamma Pavilion ed Envy per il 2013. Le novità e la carne al fuoco sono veramente troppe, e sono quasi tutte notevoli. In breve? Abbiamo un nuovo laptop di fascia bassa, incrocio tra un notebook e un netbook, un ultrabook meraviglioso (quasi da far impallidire i MacBook e il Dell XPS 13 di cui ha parlato Lucia Bracci), e un PC portatile per chi avesse esigenze meno consistenti in termini di prestazioni e bisogno di uno schermo comunque grande.

HP Pavilion TouchSmart 11 è un portatile da 11 pollici di monitor, che basa il suo operato su una CPU AMD Temash. Nonostante sia un “netbook”, per così dire a causa delle dimensioni dello schermo, offre un’uscita HDMI e uno slot SD per l’espansione della memoria, insieme a tre porte USB. Non malaccio insomma, per costare 399 dollari ed offrire una potenza di calcolo non troppo limitata.

Quello che mi ha stupito parecchio però è HP Envy 14, il nuovo modello di Envy che all’occhio risalta come un MacBook (l’estetica è molto simile) e con uno schermo da 14 pollici offre la risoluzione di 1366×768, con possibilità di upgrade a 1600×900 e, udite udite, 3200×1800. Una risoluzione che si trascina nel ring della competizione il MacBook Pro Retina, già messo in crisi dal Dell XPS 13 Full HD di cui avevo scritto, anche considerando il fatto che il prezzo dell’Envy 14 (versione starter) è di soli 699 dollari.

Insieme a questa meraviglia troviamo l’HP Envy 15, chiamato Notebook per via della CPU AMD che si porta dentro, e che sicuramente fornisce una potenza di calcolo minore a fronte però di un prezzo più basso e di un monitor leggermente più ampio.

Sicuramente, per quanto riguarda me, non sono sicuro di cosa volere come regalo per Natale. Ma sono sicuro che, in ogni caso, l’HP Envy 14 finirà nella lista dei papabili per un semplice motivo: voglio provare ad installare Linux su questo gioiello. Chissà, magari per mettere in pratica la guida a The GIMP di Federico Moretti.

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