La Hewlett e Packard ha shockato il mercato tecnologico e quello borsistico con l’annuncio di chiusura dell’azienda.

La HP da sempre si dedica alla produzione di computer e stampanti e anche nel secondo trimestre del 2011 ha registrato guadagni interessanti. I margini di utili però sembrano esigui e il CEO pensa ad una sorpresa.

La divisione computer è quella che rende di più, lo ha spiegato anche il CEO dell’HP Leo Apotheke, ma non basta a garantire la sussistenza di questa storica azienda per i prossimi anni.

Non è nell’hardware il futuro, questo è il messaggio. Un’alternativa per uscire dall’impasse sarebbe quella di convertirsi al software.

Si vociferava da tempo l’intenzione di Hewlett e Packard di deviare la produzione industriale ma nei giorni scorsii tutto è sembrato più definito e siglato anche dalla trattativa con l’Autonomy Corp.

Hewlett e Packard sembra molto interessata ad acquisire il google inglese. Una società in campo dal 1996 che grazie all’amministrazione di Mike Lynch si è aggiudicata clienti importanti come Coca-Cola, Nestlé e Sec.

Il valore dell’Autonomy Corp è di circa 6 miliardi di dollari.

Una volta completata l’acquisizione l’obiettivo sarà insistere sul cloud computing.

La divisione software dell’HP che finora ha realizzato il 3% degli utili dell’azienda, dovrebbe essere estesa e iniziare a sviluppare software e servizi che assistano gli utenti nelle loro vita su internet.