Milano in questi giorni è meno accogliente di come ce la si aspetterebbe, vuoi per la folla che riempie la città in occasione del Salone del Mobile, vuoi per lo sciopero concomitante che ha paralizzato la città e reso indispensabile una lunga camminata fino al luogo di appuntamento in cui il team Honor mi aspetta, a pochi passi dal bel quartiere di Brera.

Arrivo a piedi, arrivo tardi. Sono l’ultimo, ma vengo accolto con un sorriso e subito mi ritrovo subito con in mano un cornetto, un caffè e un Honor 8 Pro! D’altronde sono qui per questo.

Mi scordo del caffè e del cornetto e mi butto subito nel vivo dell’azione, aprendo un’elegante scatola rettangolare blu dal quale esce un grazioso dispositivo della stessa tinta. Look elegante, forme smussate ai bordi e angoli curvi, superfice satinata che scorre liscia fra le mani. Forse anche troppo perché il telefono mi cade quasi subito. L’impatto con il pavimento in cotto è duro, lo scalfisce rimuovendo un po’ della vernice su uno degli angoli. Gelo nelle vene. mi sarei aspettato una maggiore resistenza ma, ad ogni modo, il terminale funziona perfettamente. Il corpo in alluminio unibody e il vetro Gorilla Glass 3 hanno fatto il loro dovere. Passato lo shock, mi rimetto a studiarlo per bene.

E’ sottile, questo Honor 8 Pro, più di un iPhone 7, e lo schermo è ampio, grazie a una cornice laterale ridotta al minimo indispensabile. Inoltre è molto luminoso e la resa cromatica è ottima, tant’è che le foto precaricate sono rese alla perfezione. Bellissime.

Torno un attimo alla scatola perché qualcosa cattura la mia attenzione. Quando l’ho aperta, ho trovato il solito cavo USB con adattatore per la presa di corrente e un paio di cuffie (le stesse date col Huawei P9), senza però accorgermi di due lenti convesse in plastica che adesso sembrano fissarmi, lì sul tavolo.

E così scopro che la scatola nasconde un visore per la realtà virtuale in cartone sul quale si montano le lenti e il terminale stesso per la visione in VR. Sul Honor 8 Pro è già installata l’app Jaunt VR con alcuni filmati. Mi immergo subito nella visione di un video a 360 gradi che mi proietta da qualche parti sulle catene montuose  degli Stati Uniti. Ci resto poco però perché soffro di vertigini. Non fa per me.

Meglio un rapido giro su Asphalt 3, che scorre fluido e veloce sullo schermo. La potenza del motore 3D e del processore c’è tutta, infatti, quindi vado dritto alla meta senza tanti problemi. E arrivo primo! Honor 8 Pro è leggermente caldo sul retro, ma per quel che è stato il suo impegno è normale. Mi dicono poi che potrei anche attaccare al telefono il conroller della mia console per giocare senza toccare lo schermo! Da provare non appena sarà possibile.

Infine, passo alla fotocamera. Scatta foto molto buone sia in ambiente luminoso sia in penombra. Le impostazioni sono davvero molte, quindi è perfetto per me che amo fotografare avendo il controllo pieno dello scatto. Ma c’è anche una modalità manuale che rende bene luci e colori. Inoltre ci si può sbizzarrire con vari filtri e modalità di scatto e le foto possono anche essere modificate dopo lo scatto. Non manca il light painting, ormai consueto per i terminali del produttore cinese, ma c’è anche una novità: Creazione 3D che cattura molto velocemente una serie di foto del volto, frontali e laterali, e ricrea un modello 3D accurato applicabile a un divertente avatar personalizzabile.

L’interfaccia è quella consueta dei telefoni Huawei e Honor: pulita e ordinata, personalizzabile a piacimento con diversi widget e diverse scorciatoie alle funzioni più comuni e utili. Si tratta dell’ottima EMUI in versione 5.1, appoggiata su Android 7 Nougat. Per testare la batteria, dovrò aspettare…

È già arrivato il momento di ripartire, purtroppo. Il caffè ormai è freddo e del cornetto non v’è più traccia. Pazienza. Sono comunque soddisfatto, con diverse sensazioni positive e ancora tante curiosità da togliermi.  Questo, d’altronde,  è solo un primo giro di prova sul Honor 8 Pro.