Peter Sunde, co-fondatore di The Pirate Bay e Flattr, ha avviato un nuovo progetto che da ieri è finanziabile con una raccolta fondi: Hemlis – che in svedese significa “segreto” – è una app per la messaggistica istantanea criptata su iOS e Android. In sostanza, l’intenzione è quella d’evitare l’intrusione di piattaforme come PRISM e garantire agli utenti la sicurezza delle proprie conversazioni. Hemlis comunica sul protocollo XMPP, già noto come Jabber, e utilizza lo standard Pretty Good Privacy (PGP) per la firma dei messaggi.

Hemlis è paragonabile a WhatsApp, e include pure le telefonate che ora sono state aggiunte alla versione di quest’ultima su Android. Perché Sunde ha sentito l’esigenza di realizzarla? Semplicemente, è una risposta allo scandalo del cd. «datagate» statunitense: se non voleste essere intercettati dalla NSA, potreste utilizzare degli strumenti come Hemlis o Cryptocat. Non è – per la stessa ammissione di Sunde – una app sicura al 100%, però riduce in modo significativo il rischio d’essere “spiati” dalle diverse autorità governative.

La app ha ottenuto più del 30% dei fondi necessari – che equivalgono a oltre $30,000 – nelle prime ventiquattr’ore. Proprio come WhatsApp, Hemlis dovrebbe essere un’applicazione a pagamento: Sunde ritiene che quelle gratuite siano un ostacolo alla privacy degli utenti. Una teoria condivisa da Silvio Gulizia, che spiegò perché i distributori guadagnano rivendendo le informazioni personali dei clienti. I pagamenti possono essere effettuati anche in Bitcoin o Flattr, la piattaforma per i micro-pagamenti fondata dallo stesso Sunde.