Il buco di sicurezza che affligge il protocollo OpenSSL, Heartbleed, non è l’unico allarme che corre in questi giorni per la rete. Sono infatti 552 milioni le identità compromesse nel 2013, secondo un report pubblicato oggi da Symantec, che al di là di questo numero da capogiro, punta il dito sui grossi attacchi: uno solo nel 2012, otto nel 2013. Ognuna delle otto principali violazioni di dati nel 2013 ha determinato la perdita di decine di milioni di dati. In confronto, nel 2012 si è verificata una sola violazione di dati di tale portata. Heartbleed potrebbe quindi essere la porta attraverso la quale perpetrare un nuovo e più colossale attacco.

O forse no. La cosa più preoccupante infatti è che, spiega Symantec, dopo essersi nascosti nell’ombra per i primi dieci mesi del 2013, i criminali informatici hanno scatenato la più devastante serie di attacchi nella storia. Lo studio Internet Security Threat Report rivela come i criminali informatici abbiano iniziato a pianificare nei minimi dettagli i loro attacchi. Nel caso di Heartbleed è quindi lecito attendersi un attacco di massa? Diremmo di sì, se la storia ci ha insegnato qualcosa.

Nel 2013 si è assistito a un aumento del 62% del numero di violazioni dei dati rispetto all’anno precedente, che ha determinato la compromissione di oltre 552 milioni di identità, dimostrando che i crimini informatici restano una minaccia reale e molto pericolosa sia per gli utenti consumer che per le aziende. E quando un account Twitter violato vale più di una carta di credito, come spiega l’ultimo rapporto di Rand, be’ allora non è proprio più il caso di scherzare con queste cose.

Ecco l’analisi contenuta nel report di Symantec: Gli attacchi mirati nel 2013 sono aumentati del 91% e hanno avuto una durata media tre volte superiore rispetto al 2012. Gli assistenti personali e i professionisti delle pubbliche relazioni sono stati le figure maggiormente prese di mira: per gli autori di crimini informatici rappresentano un primo passo verso obiettivi di più alto profilo, come celebrità o dirigenti aziendali.

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