Hacking Team, azienda milanese che produce software spia che permette di sorvegliare i computer da remoto, è stata hackerata subendo un enorme furto di dati. Circa 400GB di dati sono stati trafugati dai computer dell’azienda e resi pubblici tramite l’account Twitter @hackingteam, anch’esso attaccato, che si è trasformato in Hacked Team.

Non è la prima volta che un’azienda di sicurezza viene hackerata. L’ultima, in ordine cronologico, è Hacking Team, azienda a cui sono stati trafugati oltre 400GB di dati, condivisi poi via BitTorrent. Il pacchetto di dati conterrebbe molti documenti riservati dell’azienda milanese, a partire da quelle del CEO David Vincenzetti, fino ai contratti stipulati con governi, forze dell’ordine e agenzie di intelligence di tutto il mondo.

In questi ultimi anni, Citizen Lab, specializzata nella difesa dei diritti digitali, ha accusato più volte Hacking Team di vendere servizi a governi dittatoriali, i quali li utilizzerebbero per il controllo dei giornalisti e delle opposizioni.

L’attacco ad Hacking Team renderebbe evidenti i contatti dell’azienda milanese con 36 paesi, tra cui Azerbaigian, Etiopia, Nigeria e Sudan. Quest’ultimi paesi, di fatto, sono stati più volte accusati, da parte di Human Right Watch, di ritorsioni nei confronti della stampa locale. Allo stesso tempo, all’interno dei documenti si scopre altri clienti tra cui Corea del Sud, Kazakistan, Arabia Saudita, Oman, Libano e Mongolia.

Quindi, come è possibile comprendere, siamo di fronte ad uno scontro tra diversi soggetti, di cui però non vi sono certezze. Hacking Team era diventata il target di qualcuno che tramite un’intrusione ad-hoc, l’utilizzo dei social network ha condiviso dati sensibili scatenando il web e mostrando come prima o poi tutti potremmo essere hackerati.