Un gruppo di hacker con alle spalle il governo della Russia sono riusciti a rubare all’NSA americana documenti preziosi. Si tratterebbe di dati contenuti all’interno di un computer di un consulente dell’ente americano. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, gli hacker avrebbe trafugato dati concernenti tecniche di violazione delle reti di computer e sistemi di protezione dagli attacchi informatici. In buona sostanza si tratterebbe di furto di cyber segreti.

Secondo il Washington Post, il computer apparterrebbe ad un ex dipendente dell’NSA che avrebbe portato il computer a casa nonostante non lavorasse più per l’agenzia americana, violandone, dunque, il regolamento.

Nelle polemiche sulla cyber guerra tra America e Russia sarebbe finita anche la software house Kaspersky Lab. Secondo le fonti, infatti, il computer colpito sarebbe stato in possesso di un antivirus sviluppato proprio dalla nota azienda di sicurezza Kaspersky Lab che è russa.

Non è chiaro cosa potrebbe centrare l’antivirus con il furto dei dati ma alcuni esperti evidenziano che forse gli attaccanti hanno sfruttato una falla del software per entrare nel computer.

Ma per il Wall Street Journal, la software house russa avrebbe una responsabilità diretta nell’attacco. Nelle scorse settimane, proprio Kaspersky Lab era finita nell’occhio del ciclone mediatico per ipotizzate amicizie con il governo russo, tanto che il suo software era stato bandito dai PC degli enti americani.

Ma su queste nuove accuse, Kaspersky Lab è intervenuta rigettando ogni possibile coinvolgimento. La società ribadisce di non aver legami con alcun Governo e che non è stato dimostrata la sua responsabilità nell’odierno attacco.

Una vicenda, dunque, molto delicata che sicuramente farà ancora parlare a lungo. L’unico dato certo è che per la NSA non si tratta della prima sottrazione di dati. Probabilmente l’agenzia americana deve anche rivedere le sue policy di sicurezza.