Siri è l’assistente vocale per iPhone dal 4 in poi e l’azienda di Cupertino avrebbe voluto che questo servizio fosse esclusivo dei possessori di un dispositivo evoluto. Invece alcuni smanettoni hanno sbloccato il codice estendendo la compatibilità di Siri con dispositivi più vecchi. Peccato che resti inalterato il problema dei server. Se uno smanettone riesce a trovare degli hack per liberare l’assistente vocale Siri, occorre in primo luogo riconoscerne la bravura. Il secondo passo però è fermarlo, per due motivi: i server che gestiscono Siri potrebbero essere compromessi nel funzionamento e poi c’è la questione d’immagine.

Siri è un programma ma anche un progetto in continua evoluzione. Adesso l’assistente vocale è disponibile in giapponese ma dovrebbe essere rilasciata a breve anche la versione italiana.

Questo software era stato pensato da Cupertino per dare un segno distintivo ai dispositivi di nuova generazione, per questo il fatto che sia usato anche su iPhone più vecchi, non va bene.

Per arginare gli effetti di Spire era stato introdotto un processo di identificazione aggiuntivo. Il servizio offerto nell‘aggiornamento si chiama SetActivationToken.

Il funzionamento è semplice: se un dispositivo di vecchia generazione si mette in contatto con il server Siri, questo lo reindirizza su una maschera in cui è necessario configurare il proxy indicando le specifiche del dispositivo 4S.