Ormai è più di un decennio che tutti, più o meno, bazzichiamo i blog, e un quinquennio che tutti, più o meno, usiamo Facebook, perciò siamo abituati a vedere certe reazioni, certi commenti e certi commentatori che popolano internet.

Non a caso stavolta come immagine ho scelto La morte di Socrate di Jacques-Louis David: gli utenti qui descritti, infatti, (e sono sicuro che tutti li avrete già incontrati almeno una volta) sono distruttori di ragionamenti, esseri demoniaci che rovinano, deviano o rendono del tutto impossibile una sana e proficua discussione online.
L’arma per combatterli, come è facilmente intuibile, è l’indifferenza.
Se li conosci, li ignori.

IL SACCENTE FRUSTRATO
Oltre a ribadire in modo urtante e carico di ostilità che non è d’accordo con te, ce la mette tutta per argomentare con un linguaggio forbito, in modo da farti pesare che lui ne sa infinitamente più di te e che tu sei una nullità. Per lui non si tratta di arrivare al punto o di definire un concetto importante: si tratta di vincere!
In effetti, leggendo tra le righe del suo commento (che occupa mezza pagina), potresti notare un “dammi ragione, bastardo”, oppure un “non lo vedi che sto soffrendo?”, e infine anche un “lei non sa chi sono io”. Devi metterti l’anima in pace e accettare il fatto che è lui a dire le cose giuste, e non perché i suoi argomenti sono inoppugnabili, ma perché lui sente di meritare a prescindere gli applausi, e si comporta di conseguenza.
“Ti avverto, non ti conviene continuare: io le ho studiate, queste cose”

IL BANALE DISCEPOLO
Fa sempre piacere vedere uno che pende dalle tue labbra. Anzi, no. Questo commentatore è sempre scandalosamente d’accordo con te, e ogni volta ti racconta divertito di quel giorno in cui gli è capitata la stessa identica cosa che è capitata a te, cioè, non ti rendi conto, proprio uguale uguale uguale. Quando poi non ha voglia di scrivere, ti dice comunque “sei un fottuto genio”. Per la quarantacinquesima volta.
Lui non ha niente da aggiungere alla conversazione, ci tiene solo a farti sapere che ti ama, ti ama pericolosamente. Sebbene sembri innocuo, è importante non sottovalutarlo e non contrariarlo mai: potrebbe diventare un Marinaio Rissoso (vedi più avanti) o anche uno stalker, e potresti ritrovartelo sotto casa, anche se abita a quattrocento chilometri.
“Ma te l’ho già detto che sei un fottuto genio???”

L’ILARE COMPAGNONE
Non fa ridere, ma è lì per buttarla a ridere, sempre e comunque. Non conosce la parola inopportuno, e la sua battutona fatale è la tua spada di Damocle. Magari ti sei impegnato per scrivere qualcosa di serio, magari è una cosa professionale, magari volevi vedere come la pensano i tuoi lettori su un tema a cui tieni molto, e speravi che lui non fosse in agguato, speravi che la serietà del contesto potesse dissuaderlo, ma non c’è niente da fare: basta un suo commento (non) ironico, una frase fatta copiata da qualche parte, una battuta che verrebbe in mente anche alla tua nipotina, e come per magia, mentre lui si autocompiace, tutti la buttano in barzelletta.
L’Ilare Compagnone, in effetti, ha un qualcosa del Saccente Frustrato: la stessa tenacia e disperazione nell’ottenere il riconoscimento da parte tua. Non vuole aver ragione, però vuole a tutti i costi che tu rida.
“Ha detto tette? Ah, no, sette.”

IL MILITANTE ISTERICO
Ha una causa da difendere, ma non è solo politicamente impegnato: è politicamente devoto, nonché bipolare. Se la pensi come lui, si comporta da Banale Discepolo; se non la pensi come lui, si comporta al tempo stesso come un Saccente Frustrato e un Marinaio Rissoso (vedi più avanti).
Qualunque cosa tu scriva, lui ci vede dell’ostilità e sfodera subito le armi.
Probabilmente nei suoi intenti c’è la pace, l’amore e la solidarietà, ma non riesce a nascondere il profondo odio che prova per chi non la pensa come lui, o meglio, per chi non è giusto come lui (perché lui è giusto, tu no).
Ovviamente, col suo modo di fare danneggia la sua stessa causa, ma vaglielo un po’ a spiegare.
“No! Se dici così è come se avessi premuto il grilletto, sei come loro, sei un nazista!”

THE COOL ONE
Una figura rara, ma che si fa notare: se c’è lui, tu perdi. Puoi anche scrivere la cosa più bella e acuta del mondo, ma lui ti risponderà con qualcosa di superiore e vorrà avere l’ultima parola, e se gli risponderai bene lui ti risponderà meglio, in un’escalation da cui non uscirai vivo. Non ce l’ha davvero con te, non ti ruba la scena con cattiveria, però te la ruba, e te la ruba con classe, quasi ti piace vederlo vincere. E lui lo sa.
Il Cool One sa di essere il migliore, il vero figo, perciò se ne sbatte dell’ambito della discussione, e tutto quello che dice e che fa serve solo a farti arrivare forte e chiaro questo messaggio: non sei male, ragazzino, però ricorda che, se tu sei la Luna, io sono il Sole. Ora spostati, e fai posto a papà.
(non ci sono esempi, il Cool One è imprevedibile, ma vincerà ancora, e tu non conterai più nulla)

L’ANALFABETA MOLESTO
Ha una gran voglia di dire qualcosa al mondo, ma sfortunatamente non ne è capace.
Ogni volta che scrive qualcosa non si capisce niente, perché finisce sempre per scegliere almeno 3 di queste opzioni da capre: lasciare sempre attivo il caps lock; aprire dieci periodi e non chiuderne nessuno; mettere le K al posto delle C; usare un vocabolario inferiore alle 50 parole; dimenticare del tutto la punteggiatura; abbreviare i comunque, i perché e i però; ripetere l’ultima vocale per ribadire il concetto; abbondare con i puntini di sospensione; abbondare con i punti interrogativi ed esclamativi; abbondare con le emoticon.
L’Analfabeta Molesto a tratti somiglia al Militante Isterico, ma almeno quello sa scrivere. Lui no.
La prima sensazione che provi al suo cospetto è la compassione, perché pensi che sia un dodicenne alle prime armi; la seconda è l’orrore, perché a un certo punto capisci che dentro ha dodici anni, e fuori cinquanta.
“MA… COMEEEEE???’??’??? O_____O NON E POSSIBILEEE… E UNO SKIFOOOOOO!!!!!1!!!!”

IL MARINAIO RISSOSO
L’ultimo della lista, ma il primo a intervenire sul tuo blog o sulla tua timeline. Il trolling e il flaming sono la sua vita: qualunque cosa tu possa scrivere, nel 99% dei casi lui si scalderà e ci andrà giù pesante. Al massimo si concederà un breve momento da Cool One, ma se gli risponderai gli salirà la pressione e diventerà il Marinaio Rissoso.
Per lui l’innalzamento dei toni è sempre utile alla causa, tutto merita una calorosa attenzione e almeno mezza dozzina di parolacce. I tuoi tentativi di sdrammatizzare sono del tutto inutili: ormai il Marinaio Rissoso ha sentito l’odore del sangue e non lo ferma più nessuno, lui è lì per alzare la voce e per rinfacciare in malo modo qualcosa a qualcuno. Non importa cosa. Non importa a chi.
Oltre un certo livello di flaming, il Marinaio Rissoso si trasforma in Balrog di Morgoth, e smette di cercare di aver ragione per gettarsi semplicemente in un orgia di sangue, insulti e distruzione, assolutamente vietata ai minori.
“Guarda che non dico cose a ca**o, cogl***e, e se non ti sta bene vattene a f*****o! VAF*****LO!”