Ars Technica l’ha definita guerra termonucleare riprendendo le parole di Steve Jobs riportare da Walter Isaacson nella biografia dell’ex CEO di Apple: Voglio distruggere Android, perché è un prodotto rubato. Ho intenzione di scatenare una guerra termonucleare su questo. Rockstar, un’azienda di proprietà di Apple, Microsoft, BlackBerry, Ericsson e Sony, ha aperto due cause negli Stati Uniti, una contro Google e l’altra contro alcuni produttori di smartphone Android (Asus, HTC, Huawei, LG Electronics, Pantech, Samsung e ZTE).

Chi è Rockstar? Si tratta di un’azienda fittizia, creata ad hoc per partecipare all’asta dei brevetti della Nortel, operatore telefonico canadese finito in bancarotta nel 2009 . Si tratta di un pacchetto di seimila brevetti che coprono parecchi aspetti del 4G e di diverse altre tecnologie. Un brevetto in particolare copre la somministrazione di pubblicità a chi cerca qualcosa in un network. E infatti nel 2011, quando tutto il pacchetto fu messo all’asta, Google ci investì parecchio, senza però riuscire a portare a casa il bottino. Ripiegò su Motorola, affermando pubblicamente di averla acquistata per difendere Android dagli attacchi che si susseguivano.

Siamo davanti a una forma di patent trolling* particolare. Corporate, come la chiama Ars. In questa particolare guerra dei brevetti, divenuta famosa per il [caso del multitouch*](http://hi-tech.leonardo.it/ios-invalidati-dei-brevetti-registrati-da-steve-jobs-sul-multi-touch/), Rockstar fa un gioco sporco. Perché, pur facendo riferimento ad aziende che operano nel settore, formalmente è indipendente e può quindi permettersi di affrontare la battaglia senza avere nulla da smenarci.

Si ripropone però il tema della registrazione dei brevetti su idee astratte, contro il quale si sono schierati di recente proprio Google e anche Facebook. La guerra dei brevetti frena davvero l’innovazione? Ci si divide in due fazioni: chi ritiene che vada tutelata ogni novità perché è sulla base di quella che si costruisce l’innovazione e chi invece sostiene che brevettare idee e concetti, utilizzandoli per proteggere specifici prodotti, blocchi lo sviluppo da parte dei concorrenti.

Io mi sento più vicino alla prima tesi, benché riconosca che qualcosa vada fatto per bloccare i patent troll che infestano il mercato della tecnologia con il solo scopo di mettere le aziende in difficoltà. Perché ok che Apple e Google vanno avanti lo stesso, ma una piccola startup per esempio avrebbe non poche difficoltà ad affrontare un vertenza giudiziaria contro qualcuno che abbia in mano un presunto brevetto violato. Rockstar ha undici dipendenti impegnati a fare reverse engineering ed è così che si comportanto i patent troll: scoprono come funziona un software alla caccia di un qualcosa che possa essere attaccato.

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