In questi giorni Barak Obama si sta consultando con i propri strateghi e mezzo mondo si interroga sulla possibilità di una guerra alla Siria. Oramai tutti fanno le proprie previsioni, ma c’è qualcuno che potrebbe dircelo già se gli Stati Uniti dichiareranno guerra alla Siria o se piuttosto il popolo insorgerà da solo, come fu durante la primavera araba.

Quel qualcuno si chiama Nautilus ed è un supercervellone espero di storia. La macchina è stata allevata all’Università dell’Illinois dal professor Kalev Leetaru. Ci stanno lavorando da un paio di anni almeno e un test è già stato condotto sulla primavera araba: dopo aver letto quotidiani, riviste, blog e aver analizzato i dati estrapolati dai think thank, Nautilus ha predetto l’insurrezione popolare proprio come il colonnello Giuliani avrebbe previsto maltempo in caso di nuvoloni in arrivo.

In quel caso però si trattò di una previsione retroattiva. Secondo quanto riportato dalla BBC tempo addietro, Nautilus è stato successivamente in grado di localizzare Osama con un’approssimazione di 200 km.

Per certi aspetti, Nautilus funziona come Google Now: analizza i dati e fa delle previsioni su cosa potrà accadere. Nel caso dell’app di Google, questa prevede quello che potremmo chiederle e prepara i risultati. Se è vero come è vero che il futuro delle ricerche on line è la semantica, allora Nautilus è decisamente avanti. Non mi chiedo più quando, ma se sia pronta e soprattutto se Obama non stia già facendo uso di strumenti del genere, magari rilasciando dichiarazioni e agendo in modi che potrebbero portare a certe reazioni, sulla base degli studi del passato e combinando quei dati con quelli del presente.

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