Anche gli studi legati al mondo della tecnologia e dell’informatica non hanno indicato nella Apple la miglior azienda in cui lavorare. Anzi, l’azienda di Cupertino è finita sotto la lente d’ingrandimento dopo le vicende legate alla Foxcon

Google è il miglior posto in cui lavorare. Lo hanno detto i suoi dipendenti. La Apple, invece è considerata un inferno o al massimo un purgatorio secondo una recente ricerca del New York Times.

La nota rivista aveva già puntato il dito contro le condizioni di lavoro nelle fabbriche asiatiche gestite ed usate dalla Apple per la produzione di iPad, iPhone e quant’altro. Oggi l’attenzione torna sulla Mela Morsicata ma si concentra sulle condizioni di lavoro e sulle retribuzioni dei commessi dei punti vendita Apple.

Il New York Times in pratica è andato a spulciare nella busta paga dei dipendenti della Apple ed ha notato che nei negozi ufficiali i dipendenti guadagnano circa 25 mila dollari all’anno. Una discreta somma che, a livello orario, supera di molto la paga oraria minima prevista di 7,25 dollari.

Bisogna poi aggiungere a questo salario una serie di benefit: l’assicurazione sanitaria, il versamento dei contributi e altre agevolazioni. Il problema è che ogni dipendente a fronte di 25 mila euro guadagnati è in grado di portare nelle tasche della Apple circa 473 mila dollari.  Un gap non indifferente.