Lunedì, Google ha presentato Web Designer: un programma per realizzare siti responsivi in HTML, CSS e JavaScript. L’idea in sé è encomiabile (specie perché il prodotto è gratuito) e arriva nel momento giusto, con le ultime specifiche dei linguaggi che sono già pronte – benché non ancora considerate complete – per l’implementazione. Tuttavia, Web Designer ha un enorme limite che ha subito provocato delle critiche da parte dei professionisti. La nuova applicazione di Google, infatti, è disponibile soltanto per Windows e Mac OS X.

Non mi sono stupito, ma ho apprezzato che la maggioranza dei commenti all’annuncio di Google fossero incentrati sulla disponibilità per Linux. Web Designer è molto simile a Edge Reflow, lo strumento concepito da Adobe che permette la creazione di design responsivi, e include la modifica avanzata dei sorgenti come Edge Code. Nessuno critica il programma, però tutti chiedono che sia installabile su Ubuntu — e, magari, disponibile “nativamente” su Chrome OS. Chi l’ha provato cerca di spiegare che comunque non è utile quanto sembri.

Avendo delle perplessità sull’efficacia di Reflow, il giudizio su Web Designer potrebbe essere lo stesso: m’interessa l’editor del codice — anziché l’infrastruttura dedicata alle animazioni bidimensionali e tridimensionali. Le due sezioni sembrano equilibrate, ma non utilizzerei granché l’interfaccia visuale. Le mie esigenze potrebbero essere diverse da quelle degli altri, però “stona” la scelta d’escludere Linux al lancio. Soprattutto a breve distanza dall’uscita di Coder su Raspberry Pi per lo sviluppo delle applicazioni web.