Come avevo accennato mercoledì, Google ha realizzato uno strumento per la creazione di layout responsivi — in HTML, CSS e JavaScript: Web Designer è un programma disponibile su Windows e Mac OS X che nasce dall’esigenza di trasformare le inserzioni pubblicitarie gestite da DoubleClick (ovvero, AdSense e AdMob). Il programma permette di scrivere i sorgenti delle pagine dal principio e per qualunque scopo, ma le funzionalità non sono “eccezionali” come mi sarei aspettato. Insomma, non aggiunge molto a un semplice editor testuale.

Anzi, se devo essere sincero, Google Web Designer rende più difficile la modifica del codice con quegli stessi “fronzoli” che detesto su DreamWeaver. Adobe non lo considera un problema – come spiegava Davide Famoso, a margine dell’intervento su Creative Cloud – perché è possibile che condivida coi programmi della gamma di Edge lo stesso engine. Web Designer è utile al markup in HTML, CSS e JavaScript? No, non credo proprio. Non se l’obiettivo è diverso dalla conversione dei banner da Flash Player (e l’utente è uno sviluppatore).

L’idea in sé è intrigante e Web Designer ha ampi margini di crescita, ma la realizzazione lascia a desiderare. L’obiettivo (condiviso dalla stessa Adobe, che ha rimosso il supporto ad ActionScript 2 da Creative Cloud) è quello di rimpiazzare i banner in Flash: le configurazioni predefinite delle pagine “puntano” proprio ad AdMob e DoubleClick. Non sento la mancanza del programma su Ubuntu o più in generale per Linux e sono convinto che le nuove inserzioni di Google non siano ancora all’altezza delle esigenze degli sviluppatori.