Dal momento in cui è nato nella sua essenzialità di motore di ricerca, Google ha sempre cercato di fornire ai propri utenti i migliori risultati possibili, ovviamente per portare le stesse persone a trovare efficace lo strumento e tornare ad utilizzarlo sempre con maggiore frequenza sino a cercare qualsiasi tipo di informazione in rete tramite Big G. Ancora oggi lo scopo è lo stesso, rendere le pagine web indicizzate nella maniera più efficace possibile con l’utilizzo delle giuste keyword e delle pagine più attendibili in cima ai risultati basandosi anche sull’autorevolezza dei siti (calcolata anche sulle citazioni con link della pagina).

Scopo di Google è dunque sapere sempre più e con precisione quanto i risultati forniti alle ricerche degli utenti siano efficienti e corretti, e per fare ciò potrebbe presto utilizzare una tecnica abbastanza invadente. Come riportato dal sito The Next Web, Google avrebbe brevettato di recente una tecnologia in grado di accedere ai parametri biometrici degli utenti – tra cui la fotocamera per osservare la reazione del volto e la sua espressione quando si visualizzano i risultati di una ricerca – con lo scopo di assicurarsi che le persone si trovino davanti a qualcosa che rispetti le loro aspettative.

Il brevetto in oggetto consentirebbe a Google di accedere a parametri come il battito del cuore e la temperatura corporea, la dilatazione delle pupille e quante volte vengono chiuse le palpebre, per arrivare sino al colorito del volto. Tutto ciò per valutare come l’utente si sente nel momento in cui si trova davanti ai risultati di una ricerca con il motore di ricerca di Big G, con le reazioni utilizzate per creare un punteggio per valutare la soddisfazione e migliorare i risultati delle ricerche in caso di esito negativo. Non è da escludere che possa essere integrata una sorta di personalizzazione nel funzionamento della feature da parte di Google.