Joaquín Almunia, Commissario Europeo per la Concorrenza, ha ottenuto da Google che cambiassero i termini di AdSense e AdWords: oggi, per la prima volta, in Europa puoi inserire le inserzioni accanto ad altre di terze parti o distribuire la tua pubblicità con altre concessionarie concorrenti. Le modifiche non ti riguardano soltanto se sei un inserzionista o un editore, perché il motore di ricerca proporrà presto delle sensibili novità su tutte le interfacce. Evidenzierà, infatti, i risultati della concorrenza — col colore verde.

Perché giusto a Google è stato chiesto, in sostanza, di sponsorizzare la concorrenza? Nel libero mercato parrebbe assurdo, ma la posizione dominante – soprattutto sul mobile – della multinazionale l’ha reso, a giudizio dell’Unione Europea, necessario. Io non penso che evidenziare in vedere i risultati di terze parti cambierà molto: se ricordi, Almunia impose a Microsoft il Choice Screen per valutare le alternative a Internet Explorer. Eccetto ad avere un’inutile icona onnipresente sul desktop, a cos’altro sarebbe dovuto servire?

Se escludi il ridicolo evidenziatore verde – che puoi vedere sul comunicato stampa dell’Unione Europea – per la concorrenza, le novità di Google possono comunque esserti utili: ad esempio, puoi inserire un banner di AdSense sulla stessa pagina in cui n’è previsto un altro di Amazon o altre concessionarie. Insieme al fatto che paghi solo per le visualizzazioni effettive su AdWords, gestire una campagna pubblicitaria è più semplice che nel recente passato. Ciò detto, penso che l’antitrust possa intervenire meglio sulla questione.

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