Una ricerca britannica ha dimostrato che Trends, uno strumento di Google per la ricerca avanzata in base alle tendenze degli utenti, può aiutare a prevenire i movimenti del mercato: gli investitori, insomma, possono cercare informazioni sui titoli e capire quali comprare o vendere. Esisterebbe una relazione fra le query al motore e le quotazioni in borsa che, analizzata su Google Trends, permetterebbe di guadagnare più facilmente. Utilizzo il condizionale perché sono molto scettico sull’effettiva efficacia d’una pratica simile.

La statistica domina il nostro mondo e, volenti o nolenti, dobbiamo farci i conti. Affidare i risparmi d’una vita a Trends, secondo me, sarebbe stupido: la ricerca appena pubblicata può avere un qualche riscontro, ma non m’affretterei a fare del trading online pensando di diventare milionario. Più interessante, a mio avviso, valutare l’impatto delle tendenze sull’informazione e la pubblicità. Tutte le redazioni, inclusa la nostra, guardano a Google per capire cosa vogliono leggere gli utenti. Non sempre l’esito è tanto positivo.

I politici arrivano alle mani per aggiudicarsi un collegio dove il rispettivo partito ha avuto, negli anni, dei risultati eclatanti: non so quanti di loro utilizzino Google Trends, ma le statistiche sono alla base di qualunque campagna elettorale. Spesso, delle elezioni considerate sicure diventano grandi débâcle. L’analisi delle tendenze è importante, non fraintendetemi… però darle tanto affidamento equivarrebbe a pensare d’estinguere i debiti scommettendo all’ippodromo. La borsa non è molto diversa dalle “bische” clandestine.