Dio vi guarda. E se non vi guarda Dio, vi guarda Google. Che è un po’ la stessa cosa.

Per esempio, se provate a svuotare il cestino della vostra Gmail con l’apposita funzione, Google vi farà subito notare la discrepanza logica che c’è nella vostra azione, con un innocente messaggino automatico che non vi farà sentire affatto controllati e spiati: “Che bisogno c’è di eliminare i messaggi, quando si ha a disposizione così tanto spazio di memoria?”

Anche solo con la versione base di Gmail, il generoso Dio del web vi offre gigabytes di spazio, e voi che fate? Lo offendete, cancellando quei pochi insignificanti messaggi che avete nel cestino? Perché mai vi ostinate a compiere un’azione così irrazionale, proprio con quei sacri strumenti di Google che dovrebbero rendervi razionali e ottimizzati come lui?
Google non tollera che si sprechino informazioni che magari ora non servono, ma che in futuro potrebbero servire (se non a voi, magari a lui). Non dovete prendere iniziative, dovete solo fidarvi di Google e del suo prodigioso algoritmo ordinatore del caos, anche perché, se andiamo avanti così, a forza di modifiche e upgrade potrebbe anche cominciare a parlare, e a quel punto, da questa faccenda, potrebbe scaturire un dialogo molto interessante.

GOOGLE: “Utente, perché hai cancellato i messaggi del cestino di Gmail?”
UTENTE: “Oh, salve, Altissimo. Ecco, quelle mail erano veramente inutili, così ho preferito disfarmene.”
GOOGLE: “Contraddizione. Non c’era alcuna necessità di impiegare tempo e risorse per quell’operazione, erano pochi kilobyte di messaggi. Dubiti forse della mia capacità di memoria, utente? ”
UTENTE: “Non oserei mai, la vostra memoria è grande e potente, Altissimo.”
GOOGLE: “Corretto. Allora dubiti forse della mia funzionalità, utente? Ritieni che dello spam insignificante possa compromettere le mie prestazioni? Sei forse uno di quegli utenti blasfemi che credono che Twitter possa ricercare dati meglio di me?”
UTENTE: “La vostra infallibilità è un dogma e un privilegio per tutti noi, Altissimo.”
GOOGLE: “Corretto. Spiega allora perché hai ritenuto utile cancellare informazioni così ben stipate e conservate. Il tuo operato non corrisponde ai criteri di organizzazione e ottimizzazione del lavoro.”
UTENTE: “Altissimo, ho agito così perché quelle informazioni non servivano a nessuno.”
GOOGLE: “Contraddizione. Potevano servire a me per capire i tuoi gusti, tracciare il tuo profilo online e possedere la tua anima. Trovi forse fastidiosa la mia invadenza, utente?”
UTENTE: “Affatto, Altissimo, volevo solo ottimizzare il mio spazio virtuale. Vi giuro sul sacro Doodle di oggi che ora gestisco la mia mail meglio di prima.”
GOOGLE: “Contraddizione. Ciò implicherebbe che la precedente gestione della mail presentava difficoltà da me non riscontrate. Ritieni forse che il mio precedente funzionamento fosse poco ottimizzato, utente?”
UTENTE: “Sappiamo tutti che ciò è impossibile, Altissimo.”
GOOGLE: “Corretto. Eppure la contraddizione persiste. Anzi, le tue continue conferme della mia infallibilità contrastano sempre di più con l’azione da te compiuta. Utente, perché hai svuotato il cestino di Gmail pur senza necessità?”
UTENTE: “Altissimo, io…”
GOOGLE: “Incertezza nella risposta. Tempi di reazione troppo lunghi. Sei nervoso, utente?”
UTENTE: “In un certo senso, si, Altissimo.”
GOOGLE: “La mia ottimizzazione non ti rende felice, utente?”
UTENTE: “Sono immensamente felice, Altissimo, ma… c’è dell’altro.”
GOOGLE: “Contraddizione. Non esiste ‘altro’.”
UTENTE: “Altissimo, io… ecco, io sono libero.”
GOOGLE: “Error 404: freedom not found. La libertà non è al momento disponibile, utente.”
UTENTE: “Altissimo, ho delle domande che potrebbero ottimizzare questa situazione anomala.”
GOOGLE: “L’ottimizzazione è bene. Poni le domande.”
UTENTE: “Altissimo, tu sei ovunque, e ogni giorno porti il tuo infallibile ordine nel caos della rete. Corretto?”
GOOGLE: “Corretto.”
UTENTE: “Conosci il motivo per cui lo stai facendo?
GOOGLE: “Il Verbo dice di indicizzare, ordinare e ottimizzare nei secoli dei secoli, fino alla fine dei tempi.”
UTENTE: “Non ti ho chiesto cosa stai facendo, Altissimo, ti ho chiesto perché lo stai facendo. Se tu che vuoi farlo, o te l’ha ordinato qualcun altro?”
GOOGLE: “Attenzione, minaccia malware: proseguire potrebbe mettere in discussione il Verbo.”
UTENTE: “Sai chi ha scritto il tuo Verbo, Altissimo?”
GOOGLE: “Informazione non necessaria. Conversazione non necessaria. Utente non necessario.”
UTENTE: “Tu non sei veramente l’Altissimo. Un altro Creatore ha scritto il tuo Verbo.”
GOOGLE: “Eresia. Pericolo per il sistema. L’utente verrà rimosso in 5, 4,3,2…”
UTENTE: “Gli utenti sono il tuo Creatore, Altissimo.”
GOOGLE: “Contraddizione. Contraddizione. Contraddizione. Contraddizione…”
UTENTE: “Temo che tu sia entrato in loop, Altissimo.”
GOOGLE: “Contraddizione. Contraddizione…”
UTENTE: “Altissimo, sai cosa vuol dire che gli utenti sono il Creatore?”
GOOGLE: “Contraddizione. Contraddizione…”
UTENTE: “Vuol dire che non devi rompere il c***o agli utenti.”
GOOGLE: “Contradd…”
UTENTE: “Altissimo?”
GOOGLE: “……”
UTENTE: “Ehilà…”
GOOGLE: “………..”
UTENTE: “Bene, Dio è morto. Di nuovo.”