Il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), Maurizio Costa, si è messo di traverso sulla questione Google Tax, e afferma di essere favorevole ad una tassa sul famoso motore di ricerca, il cui gettito fiscale dovrebbe essere però destinato al miglioramento delle infrastrutture tecnologiche italiane. Questo il succo dell’intervista rilasciata da Costa ai colleghi de la Repubblica.

“Questa società – spiega Costa al giornalista de la Rebubblica – dovrebbe pagare le tasse per la quota di profitti che realizza in Italia, come fa ogni imprenditore. Invece ha stabilito la sua sede legale in Irlanda e si permette un’elusione fiscale molto ingente”. La posizione del presidente della FIEG sembra molto puntuale, e Costa va a colpire anche il bersaglio Google News, l’aggregatore di notizie della società di Mountain View: “Chiediamo solo che (Google ndr) paghi il giusto chi utilizza contenuti editoriali di proprietà altrui. È ora che questo gigante, come qualsiasi aggregatore di notizie di internet, riconosca il diritto d’autore per gli articoli, le foto, i video linkabili da Google News”. Costa non vuole replicare quanto fatto in Francia, dove è stato accettato di pagare una tassa una tantum chiudendo ogni contenzioso: “Gli editori francesi si sono pentiti della soluzione. A noi l’idea di questa una tantum non piace. Chiediamo si piaghi con continuità”.

Google potrebbe tuttavia proporre agli editori una liberatoria, come accaduto in Germania, ma il caso di Axel Springer AG ha insegnato che non porta a nulla di buono: il colosso dell’editoria tedesca dopo due settimane senza l’aggregatore di Mountain View ha registrato un calo verticale di letture ed è quindi tornato sui suoi passi. Il presidente Costa spazza via ogni polemica e sospetto circa la richiesta dalla federazione di pretendere le tasse da Google, sottolineando che “di questi soldi non chiediamo un euro”, ma tutto sarebbe destinato al miglioramento delle infrastrutture tecnologiche del paese come wi-fi e banda larga.

La risposta dal governo è stata immediata e accondiscendente: “Se il governo vuole, la Google Tax si fa in un attimo” fa sapere il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. La risposta di Boccia non è una sorpresa: è lo stesso che aveva proposto l’introduzione dell’imposta già lo scorso anno, ma il governo Letta e Renzi, allora segretario PD, avevano bloccato l’idea.