Il problema dei suggerimenti che dà Google è che spesso per omonimia o per una serie di imprecisioni dell’algoritmo, fa associazioni inappropriate. A Tokyo era successo tempo fa e si è riproposta una situazione analoga di recente. Ecco di cosa stiamo parlando.

Google è stato denunciato perché tra i suoi suggerimenti forniva un’erronea associazione tra un cittadino e dei reati ipoteticamente da lui commessi. In ballo dunque, a livello generale, c’è il rispetto della privacy di tante persone.

Nel particolare, questo caso specifico, interessa un uomo, le cui credenziali restano riservate, che digitando il suo nome ha trovato dei suggerimenti legati ad attività criminali. Immediatamente è partita la denuncia contro Google.

Le query incriminate si sono replicate per diversi mesi  ma Google ha sempre glissato sulle richieste e non ha provveduto immediatamente a cancellare i riferimenti non corretti. Il fatto è, raccontano da Mountain View, che Google non ha niente a che vedere con queste associazioni.

La funzione del cosiddetto completamento automatico è basata su un algoritmo che automatizza il processo. Che poi ci siano delle difficoltà nella vita reale, questo è un altro problema. L’assistito dell’avvocato Hiroyuki Torita, per esempio, a causa di queste associazioni del suo nome con dei reati, ha perso il lavoro e non riesce a trovarne uno nuovo.