L’asino è salvo e i navigatori possono rilassarsi. Street View, il famigerato servizio di Google che offre fotografie scattate da apposite automobili in giro per il mondo, non ha investito e ucciso quell’animale in Botswana. Se state pensando che la cosa non v’interessa… avete tutta la mia approvazione. Però, il punto è un altro: il web in tempo reale può diffondere delle “bufale” assurde e non è facile distinguere la realtà dall’immaginazione. Comunicare un messaggio non è semplice come vogliono farci credere i social network.

Poche settimane fa, per esempio, molte testate hanno parlato dello stipendio dimezzato di Tim Cook che non ha subito i tagli pubblicati dalla stampa. Martedì, invece, è apparso uno studio sui poteri dimagranti di Twitter che sarebbe dovuto essere contestualizzato perché avesse un significato. Capita di sbagliare: io avevo proposto la notizia riguardante Nokia e Linux oppure Android che poi s’è risolta in un fraintendimento utilizzando il condizionale proprio perché non ero così sicuro delle indiscrezioni che circolavano sul web.

Ieri è caduto un elicottero a Londra e il medium più efficace per avere delle notizie puntuali è stato proprio il web. Non pensate che voglia sputare nel piatto dove mangio o sminuire le potenzialità di internet: purtroppo, la popolarità comporta degli abusi e il furto delle fotografie attuato da AFP lo conferma. L’asino del Botswana è un simbolo della fretta imposta dall’informazione in tempo reale che costringe i giornalisti a trovare qualsiasi espediente per attrarre i lettori. Ne esistono a iosa, perciò il problema è serio.